Il rovescio della medaglia: gli infortuni del WBC

World Baseball Classic
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Uno dei temi a tenere banco prima e durante il World Baseball Classic è il timore degli infortuni per i giocatori delle franchigie MLB. È stato uno dei motivi per cui molti giocatori dei Rangers hanno detto (dovuto dire) di no alle chiamate delle rispettive nazionali. Inoltre, va ricordato che alcuni giocatori che sono rimasti a lungo in infermeria nel 2016 o nelle stagioni precedenti non avrebbero ricevuto il permesso dalla MLBPA, perché erano nella cosiddetta “chronic condition” e quindi erano considerati a rischio infortuni.

Nel corso del Classic 2017 una delle squadre più sfortunate dal punto di vista degli acciacchi è stato il Venezuela che giorno dopo giorno ha perso vari membri del proprio roster. I sostenitori dell’Italia e dei Royals ricorderanno bene la collisione tra i due catchers Salvador Perez e Drew Butera nel nono inning del confronto tra la nazionale vinotinto e gli azzurri. Perez ha lasciato il campo claudicante e si è sottoposto ad esami strumentali il giorno successivo. Nonostante l’infortunio, Perez è già tornato in campo durante Spring Training e dovrebbe essere il titolare di Opening Day.

Salterà la partita d’apertura l’interno dei Marlins Martin Prado a causa dello strappo al tendine posteriore del ginocchio rimediato contro gli USA. Il venezuelano avrebbe iniziato la stagione come terza base ed il suo contributo offensivo avrebbe potuto essere importante, visto che proprio nel WBC stava battendo con medie notevoli. Nel 2016 la media battuta dell’ex Braves è stata di .305 con 8 home runs e 75 RBIs.

I Diamondbacks dovranno fare a meno di Silvino Bracho per lo stesso infortunio di Prado, mentre si dovrà sottoporre alla Tommy John surgery il lanciatore dei Fukuoka Softbank Hawks Robert Suarez.

Dulcis in fundo, alla fine del girone di San Diego anche Miguel Cabrera ha dovuto lasciare il campo a causa di un problema alla schiena che non ha ancora superato del tutto.

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Spostandoci in Europa troviamo altri due casi di infortuni relativamente pesanti.

Alcuni nella dirigenza degli Yankees si sarebbero lamentati per il problema alla spalla di Didi Gregorius, che è ritornato nel quartier generale dei Bombers prima della semifinale tra Puerto Rico e Regno dei Paesi Bassi. L’infortunio è risultato essere abbastanza grave e la sua assenza potrebbe comprendere tutto il mese di aprile ed una parte di maggio. Senza i 20 fuoricampo dell’ex Diamondbacks, gli Yanks dovranno affidarsi a qualche soluzione interna all’organizzazione (Ronald Torreyes, Tyler Wade e Ruben Tejada sembrano i più papabili). Non è da scartare anche la possibilità di vedere il ritorno di Starlin Castro nella sua posizione naturale di interbase.

Anche Brandon Nimmo, esterno dell’Italia nel WBC 2017, si è infortunato al tendine posteriore del ginocchio ed ha abbandonato le speranze di cominciare la stagione nel roster di Opening Day. Nonostante una partita non eccezionale col Messico, l’originario di Cheyenne (Wyoming) stava battendo bene a Guadalajara. Nel 2016, Nimmo ha debuttato in MLB, registrando un fuoricampo e sei punti battuti a casa in 32 partite giocate.

Il World Baseball Classic, dunque, non ha risparmiato alcuni giocatori dai tanto temuti infortuni. Tuttavia, va detto che molti giocatori e addetti ai lavori sono intervenuti riguardo questo problema, dichiarando che il rischio di farsi male nel Classic non è così diverso da quello di Spring Training. Le partite sono più intense, ma non significa che sia più facile infortunarsi.

Andrew Miller e Adam Jones hanno difeso questo argomento. In particolare, l’esterno degli Orioles ha commentato così in un articolo della ESPN di una settimana fa: “Gli infortuni accadono. Non importa dove sei e cosa fai. Potresti cadere dalle scale.”

L’ultimo esempio di Jones non è una iperbole. Il cubano Raisel Iglesias, rilievo dei Reds, si sarebbe procurato un infortunio al gomito ed al fianco, cadendo nella doccia. E non stava giocando nel WBC. Lo stesso vale per Ian Desmond, il quale si è infortunato alla mano, mentre era nel camp dei Rockies.

La preoccupazione delle franchigie, però, è comprensibile, perché in caso di infortuni gravi di giocatori importanti, una stagione di una squadra (e la carriera del giocatore stesso in determinate situazioni) rischia di essere rovinata.

Insomma, il dibattito continuerà a tenere banco nei prossimi anni, ma sicuramente, con quanto accaduto nelle due settimane del torneo, molte persone hanno cambiato idea anche sul discorso infortuni.

 

Fonte foto copertina: chron.com

Fonte foto articolo: dunk360.com

Gli appuntamenti

Sulla carta, forse la partita più "abbordabile" per il Team Italy. Il nome di Adrian Gonzalez spicca su tutti, ma non possiamo certo dimenticare Roberto Osuna e Sergio Romo.

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