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Gio, Feb

Chi vuole Lorenzo Cain?

2017
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Ad un mese dall’inizio dello spring training, perso nel mare dei top free agent in cui navigano anche gli ex compagni di squadra Eric Hosmer e Mike Moustakas, gli esterni J. D Martinez, Carlos Gonzalez, José Bautista ed i lanciatori Arrieta, Alex Cobb, Yu Darvish, Greg Holland e Seung-hwan Oh, troviamo l’All Star ed MVP della ALCS edizione 2014: Lorenzo Cain.
Esploso piuttosto tardi (2014) all’età di 28 anni per colpa di infortuni che ne hanno limitato lo sviluppo ed in seguito l’affermarsi (nel 2016 ha sofferto una serie di infortuni muscolari) come una delle stelle della MLB, Cain, grazie alle sue straordinarie doti fisiche ed atletiche che fanno di lui un eccellente difensore nell’esterno centro ed una minaccia costante tra le basi, è diventato uno dei giocatori più entusiasmanti da osservare ed, assieme ad un bullpen stellare, uno degli elementi principali che hanno portato i Royals a due partecipazioni consecutive alla World Series tra 2014 e 2015, con quest’ultima finita con la squadra di Yost capace di alzare il trofeo sotto il cielo del Queens.

Ma oltre alla velocità tra le basi ed all’ottimo rendimento come difensore nell’esterno centro, caratteristiche comunque sempre accentuate, negli ultimi anni Cain ha vissuto una sensibile crescita in termini di potenza. Tralasciando il 2016, in cui ha marcato solo 103 presenze a causa dei problemi fisici, il Cain post 2014 non è mai sceso sotto i 15 fuoricampo giocando prevalentemente in un ballpark che disincentiva i fuoricampo. Assieme a questo buon bottino, il giocatore dello stato della Georgia ha migliorato la sua disciplina al piatto limitando gli strikeouts in favore delle basi su ball e si è confermato un battitore di contatto estremamente pericoloso ed in grado di colpire la palla in più direzioni.

Nella stagione passata, oltre ai 15 fuoricampo battuti ed alle 26 basi rubate, Cain ha messo in piedi anche una linea di .300/.363/.440 con una wRC+ di 115, numeri perfettamente in linea con quelli del 2014-2015, stagioni nelle quali si è fatto conoscere al grande pubblico.

Nonostante tutto però il giocatore è attualmente ancora senza destinazione certa. Con febbraio ormai alle porte, Cain continua ad avere poche pretendenti ed il desiderio di strappare un long term deal con un “100” davanti a sei zeri sembra ormai non potersi più realizzare.

I San Francisco Giants, che sembravano per lui il porto ideale viste le dimensioni dell’esterno di AT&T Park ed il bisogno di una potente ed importante mazza destra nel lineup di Bruce Bochy, hanno chiuso la stagione dei grandi arrivi dopo aver accolto in squadra il terza base Evan Longoria ed il suo stipendio da poco più di 13 milioni e mezzo per il 2018 ed i 68 milioni garantiti fino al 2022, che porta il payroll della squadra della Baia a circa 181 milioni di dollari (il terzo più alto della MLB) per l’anno corrente ed una distanza dal threeshold della luxury tax di appena 16 milioni di dollari.

Assieme ai Giants, fuori dalla lotta Cain per questioni di luxury tax abbiamo anche i Red Sox (che restano concentrati su Hosmer e J. D. Martinez pur avendo oltrepassato di quasi 7 milioni di dollari il threeshold), i Nationals (pronti a puntare sul ritorno di Adam Eaton), e Dodgers e Yankees anche per una questione di spazio.

Fuori per ragioni di roster e posizione già occupata anche Angels, Astros, Cubs, Cardinals, Rockies, Twins, Orioles e Phillies. Fuori anche gli Indians ed i Rays per mancanza di spazio salariale ed Athletics, White Sox, Padres, Mets, Pirates e Braves, che non hanno interesse in questo momento di legarsi a lungo termine con un Cain già 32enne proprio nel bel mezzo di una ricostruzione.

I Kansas City Royals non andrebbero del tutto esclusi, perché hanno espresso l’intenzione di riportare a casa almeno uno tra Hosmer, Moustakas e Cain. La squadra del Missouri però propenderebbe per il prima base, che ad inizio mese ha ricevuto dalla sua ex squadra una offerta di 147 milioni per 7 stagioni. Oltre a questo indizio, i Royals sembrerebbero puntare sulla linea verde con le prime scelte Hunter Dozier e Bubba Sterling ed il velocista Terrance Gore pronti a scannarsi durante lo spring training per la titolarità dell’esterno centro di Kauffman Stadium.

Per Cain restano dunque le briciole. In gioco ci sono Rangers (anche se il vero obiettivo sarebbe quello di migliorare la rotazione e rafforzare il bullpen), i Brewers, i Blue Jays ed i Mariners, anche se al momento per questi ultimi l’esperimento sarebbe quello di avere Dee Gordon nell’esterno centro ed inoltre non è chiaro quanto budget possa avere a sua disposizione il GM Jerry Dipoto.

Tra queste, la squadra con più disponibilità economica attualmente sono i Milwaukee Brewers che nonostante il ritorno di Yovani Gallardo e le firme di Chacin e Boone Logan sarebbero, come i Rangers, più interessati nel migliorare rotazione e bullpen per puntellare una squadra che per lunghi tratti di stagione ha comandato la NL Central ai danni dei Cubs lontani parenti di quelli della stagione 2016.

L’ipotesi di chiudere la carriera proprio nella squadra che lo ha selezionato al draft del 2004, che lo ha cresciuto e fatto debuttare in MLB (2010) per poi cederlo nell’affare Zack Greinke non è neanche da scartare per Lorenzo Cain che nei Brewers potrebbe giocare tra Braun e Domingo Santana, oppure tra lo stesso Santana e Keon Broxton o Lewis Brinson, dal quale si attendono grandi cose per il futuro. Con Cain in squadra, infatti, i Brewers potrebbero finalmente pensare di spostare Ryan Braun in prima base per sfruttare al meglio le sue doti offensive e limitare al massimo i problemi fisici ormai storici dell’ex MVP. Per fare questo però bisognerebbe trovare una sistemazione alternativa ad uno tra Eric Thames e Jesus Aguilar, che si sono divisi il lavoro per tutto il 2017.

Da non escludere però la sistemazione canadese. Se è vero che i New York Yankees si sono pesantemente rafforzati durante questo autunno-inverno e che i Red Sox, anche senza uno tra Hosmer e J. D. Martinez, restano comunque una squadra di grande livello, è altrettanto vero che i Blue Jays potrebbero avere ancora qualcosa da dire nella lotta divisionale guidati da Donaldson e Tulowitzki che sperano di ribaltare le delusioni del 2017.

Avere Cain nell’outfield darebbe a Teoscar Hernandez più tempo per crescere nelle minors e manterrebbe il platoon nell’esterno sinistro tra Ezequiel Carrera e Steve Pearce ed oltre a garantire a Gibbons una mazza di peso assieme a quelle di Smoak, Morales, Donaldson, Tulo e Solarte darebbe a Toronto un outfield stellare con la presenza anche di Kevin Pillar che dovrebbe comunque mantenere la titolarità dell’esterno centro.

Economicamente, per Cain – uno degli esterni centro migliori in circolazione – risulterebbe, come detto, difficile arrivare ai 100 milioni di dollari ma non è ancora da escludere per lui la possibilità di ottenere un contratto tra i 70 ed i 90 milioni di dollari con una durata dai 4 ai 6 anni.

Il rischio flop esiste, poiché si tratta comunque di un giocatore ultratrentenne che fa soprattutto abbondante riferimento sulla forza delle gambe, ma Cain è comunque un giocatore che farebbe comodo a qualsiasi squadra e che potrebbe permettere, alla squadra che riuscirà a firmarlo, un importante salto di qualità.