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Gio, Gen

Tim Lincecum, la scommessa del 2018?

2017
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Come una talpa in cerca di luce, Tim Lincecum vuole uscire dalla tana e sta tentando un ritorno in MLB. La notizia risale a una settimana fa circa. Adam Ottavino, rilievo dei Colorado Rockies, e Kyle Boddy, responsabile di Driveline, un "laboratorio" che si occupa con metodi innovativi e con l'uso di dati scientifici dello sviluppo dei lanciatori, in particolare della velocità dei propri lanci, hanno pubblicato foto che ritraevano "The Freak" al lavoro.

Lincecum è parso decisamente più robusto e in condizione. Lincecum, vincitore di due premi Cy Young e di due World Series con i San Francisco Giants, non è il tipico lanciatore "spaccatutto", non è un Aroldis Chapman e non è un Noah Syndergaard. Ha fatto della sua varietà, dei suoi cambi di velocità il suo successo. La sua fastball è scesa da una costanza di circa 93 miglia all'ora a 87 nel 2015 e il suo rendimento è sceso considerevolmente. Dal biennio 2008-2009 dei due Cy Young al 2011 collezionò costantemente più di 10 vittorie e un'ERA tra 2.48 e 3.43, poi un pessimo 2012 lo ha relegato nel bullpen, dove però è riuscito a fare la differenza durante la World Series contro i Tigers. Nelle due stagioni successive, Lincecum ha subito sempre più fuoricampo e ha prodotto meno strikeout e meno rimbalzanti. Da asso è diventato un partente come gli altri e le 15 partenze nel 2016, in cui subì 37 punti in 76 inning, seguiti dagli infortuni ai fianchi, suoi indesiderati compagni di viaggio, hanno portato alla chiusura del rapporto con i Giants.

Un'altra squadra della West Coast, i Los Angeles Angels, hanno provato a riesumarlo senza successo. Dopo nove partenze, la sua media ERA era di 9.16. Circa il 40% dei colpi messi in campo dai battitori erano solidi e, come spesso succede, si tramutavano in valide (ne subì 68 in 38 riprese). Nella sua ultima partenza a Seattle (5 agosto 2016), fu colpito duro con sei punti in 3.1 riprese lanciate. Fu spedito nei Minors con biglietto di sola andata. Era ora di rielaborare la propria identità.

Tim Lincecum era diventato famoso anche per il suo caricamento anomalo che gli insegnò suo padre Chris. All'inizio della sua carriera arrivava anche a 94-95 miglia all'ora, nel 2015 chiese di nuovo aiuto al padre, ma il problema è diventato irrisolvibile, perchè il controllo dei lanci era andato deteriorando in maniera massiccia, perchè il caricamento lungo ha consumato i fianchi.

Da molto tempo non si sentono notizie di "The Freak". Un articolo del Mercury News dell'agosto scorso ha messo in evidenza il fatto che, oltre a qualche voce di corridoio, non si sapeva nulla di Lincecum e del suo desiderio di tornare a lanciare. Il fatto era che le firme sui documenti del ritiro non c'erano, quindi il pensiero di salutare prematuramente il baseball (è coetaneo di Max Scherzer, vincitore del Cy Young nel 2017). Così si è rivolto ad uno dei guru in giro per gli States.

Kyle Boddy e i suoi collaboratori a Driveline registrano vari successi nei loro metodi. Trevor Bauer è cresciuto sotto gli ordini di Ron Wolforth al Texas Baseball Ranch e di Boddy per aumentare la sua velocità dei lanci. Dan Straily, pitcher dei Marlins, ha incrementato la velocità e la rotazione della sua fastball ed è diventato silenziosamente l'asso della squadra di Miami. In più l'importanza della curva, altro aspetto su cui Driveline ha lavorato di recente, è al passo coi tempi, visto che nel 2017 l'uso della curva è tornato ad essere molto frequente (per alcuni più frequente della fastball). Non tutti i "prodotti" che hanno lavorato per i due guru sono rientrati con successo, ma con gli aggiustamenti nella fastball e un pizzico di salute in più, Lincecum potrebbe meritare un'opportunità.

Come tanti altri pitcher, il nativo di Seattle sarà destinato ad un minor league contract con la possibilità di far vedere le proprie armi durante Spring Training, ma questo sarebbe un inizio. Rich Hill e Scott Kazmir sono tornati competitivi nonostante la carta d'identità desse motivi di scetticismo. Non sappiamo le sue vere intenzioni, ma nella sua seconda carriera non è da escludere che Lincecum possa essere inserito nelle rotazioni dei rilievi di alcune squadre che hanno bisogno di inning e di esperienza dal proprio parco rilievi (Phillies? Brewers? Giants?). I tifosi dei Giants si innamorarono di lui, del suo stile differente dal primo giorno in cui lo videro lanciare. Un ritorno di fiamma avrebbe dell'incredibile, ma per non farsi abbagliare troppo dai miraggi è meglio tornare con i piedi per terra.

"The Freak" non si è ritirato e fisserà a breve date per un provino. La sua seconda giovinezza non ha una destinazione certa, ma il 2018 potrebbe essere un anno chiave per una carriera, la cui favola è finita molto, troppo presto.

 Fonte foto copertina: mlb.com