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Mer, Dic

Didi, il grande ex e Chapman; gli Yankees vanno alla ALCS

2017
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Shocker. Scioccante la rimonta degli Yankees in una serie che era dichiarata da tutti persa. Scioccante la prestazione di Didi Gregorius contro Corey Kluber. Scioccante l’eliminazione della miglior squadra degli ultimi 45 giorni in MLB. Quella squadra che per la sesta volta di fila ha perso un win-or-go-home game, che da luglio non perdeva tre partite di fila.

I New York Yankees sono diventati la decima squadra nella storia a ribaltare una serie playoff di cinque partite da 0-2 a 3-2. Ci sono riusciti con un colpo di reni in gara 3, una prestazione maiuscola in gara 4 e una vittoria per 5-2 in gara 5 che sintetizza tutti i punti di forza della compagine newyorkese e la consacrazione di Didi Gregorius.

Era arrivato con la pesante eredità di Derek Jeter, ma in un’annata da 25 fuoricampo si è affermato come un interbase solido e nel decider di Progressive Field ha trascinato la squadra al successo. Spostato terzo in battuta dopo gara 2, Gregorius sblocca il risultato nel primo inning che continua a rivelarsi sempre più stregato per i lanciatori in questi playoff. Sembrava destinata ad una fine indolore la prima ripresa dell’asso degli Indians Corey Kluber, ma l’ex D-Backs gli gioca un brutto scherzo su una fastball sbagliata. Secondo fuoricampo della Postseason per Sir Didi, il primo dal Wild Card Game. Gli Yankees premono sull’acceleratore contro un Kluber in sofferenza.

Dopo i 6 punti subiti in gara 2, il candidato al premio Cy Young non riesce a far funzionare al meglio il suo sinker, ma anche solo con la slider macina uno strikeout dopo l’altro fino al terzo inning. L’attacco Yankees numero 3 inizia con un singolo di Brett Gardner, che sarà l’incubo dei pitcher Indians in tutto il match. L’ennesimo strikeout su Aaron Judge, che è annegato in una partita in cui era il pericolo pubblico numero 1 ed è diventato primatista di strikeout (16) in una Division Series con un altro infausto Golden Sombrero, è solo il preludio alla nuova pagina scritta da Sir Didi per gli Yankees.

Questa volta è il lancio preferito da Kluber, quella breaking ball inedita, il “Klubot pitch”, che perde il suo automatismo. Gregorius approfitta di una palla che resta leggermente sopra la zona e gli Yankees saltano sul 3-0 al terzo. L’interbase olandese aveva una sola valida prima di gara 5, ma così velocemente possono cambiare le cose nel baseball.

Kluber uscirà durante la quarta frazione, costringendo il manager Terry Francona ad inventarsi un bullpen game con il suo trio Miller-Shaw-Allen che per 4 inning manterrà la partita in vita. Dopo aver dominato gli Yanks in lungo e in largo nella regular season, Kluber non è sembrato lo stesso, forse anche per una condizione fisica non perfetta.

Per i Bombers la partita proseguiva senza intoppi. CC Sabathia, 10 anni dopo la sua prima apparizione ai playoff, elimina sei Indians al piatto in tre riprese perfette. Pareva di rivederlo nella versione 2009 e, nonostante la pressione, ha avuto modo di divertirsi con una presa in scivolare su un bunt e uno strikeout chiamato che ha scatenato il suo entusiasmo. I cambi di traiettoria del 37enne diventano meno efficaci al secondo giro del lineup e, dopo un singolo di Lindor al quarto, a cui hanno seguito altri due strikeout pennellati da Sabathia, gli Indians colpiscono l’inning successivo grazie alla bellezza di quattro singoli con un out consecutivi. L’ex Austin Jackson, Jay Bruce, Roberto Perez e Giovanny Urshela, la parte bassa del lineup soccorre la tribù e in meno di 10 lanci, Sabathia e il margine degli Yankees è a rischio.

Con Lindor pronto a battere e il punto del pareggio in seconda, il manager Joe Girardi chiama David Robertson, anche noto nei suoi primi anni agli Yankees come “Houdini”. L’ex closer dei White Sox risponde sotto pressione, provoca una rimbalzante debole dalla mazza di Lindor che finisce nel guanto di Gregorius che sapientemente pesta la seconda, prende la mira e fulmina il portoricano per un passo. Si ferma qui l’assalto Indians e la gioia di Sabathia, responsabile dei due corridori, rispecchia il sospiro di sollievo di tutto il popolo del Bronx.

I due bullpen consolidano il loro dominio in un match in cui i lineup hanno subito 31 (!) strikeout. Il tempo scorre per gli Indians che non concludono nulla al sesto anche grazie ad un paio di buone giocate sull’asse Bird-Robertson. Al settimo, Roberto Perez prova a caricare il pubblico, pescando Brett Gardner, salito in base dopo un lunghissimo at-bat contro Miller (e non sarà l’ultimo), in seconda base mentre tentava di rubare. Il doppio gioco non basta, perchè Robertson esita solo contro Jay Bruce, che aveva pareggiato gara 2 con un home run, e conclude una performance capolavoro.

Con Lindor e Kipnis pronti a colpire, Joe Girardi apre la porta al suo closer Aroldis Chapman, che come ben ricorderete ha un piccolo conto in sospeso con Cleveland dopo una gara 7 che lo ha visto uscire vittorioso, ma anche devastato dopo il fuoricampo di Rajai Davis all’ottavo. Questa volta, però, l’inning numero 8 non è un problema per il cubano, che chiuderà la Division Series con numeri altisonanti. Urshela e Kipnis eliminati al terzo strike, Lindor out sulla rimbalzante verso Todd Frazier.

Passa praticamente mezz’ora tra il primo e il secondo inning di Chapman. Nell’intervallo gli Yankees hanno minacciato Cody Allen con un singolo di Hicks, avanzato in seconda sull’errore banale di Austin Jackson, e con una base su ball in 9 lanci per Frazier. Cody Allen soffre il muro posto dai battitori Yankees, che in varie battute del match hanno portato il lanciatore all’esaurimento. Brett Gardner ridefinisce il concetto di battaglia. La sua è una continua ritirata dal conto di 1-2. Il rilievo di Cleveland insiste sulla fastball, poi prova una curva, ma Gardner non demorde. Dopo cinque foul ball di fila su conto pieno, Allen manca il bersaglio con la dritta e Gardner trova la valida a destra.

Hicks segna il 4-2, ma l’azione finisce col dramma difensivo della tribù (sette errori nelle ultime due partite). Lindor sbuccia l’assist di Bruce, la palla vaga senza un proprietario e Todd Frazier coglie l’attimo e scivola salvo a casa per il 5-2.

L’ultimo attacco Indians è un requiem crudele per una squadra che fino a sei giorni fa ha giocato un baseball perfetto. Aveva lasciato Progressive Field dopo gara 2 con la sensazione di essere già alla Championship Series, ma si sono ritrovati davanti degli ossi duri, durissimi. In più, con Encarnacion infortunato, Lindor e Ramirez hanno chiuso con un ruolino totale di 4 valide su 38 at-bat. Difficile produrre in attacco come sperato. 

Chapman completa il suo six-out save, rimembrando le vecchie imprese di Mariano Rivera. Proprio l’ex Austin Jackson viene eliminato al piatto per l’ultima eliminazione della serata. Neanche l’esultanza è convincente. Il baseball è incredulo, gli uomini in Pinstripes anche. Come nel 2001, quando vinsero 1-0 contro Oakland in gara 3, i Bronx Bombers hanno ribaltato la Division Series.

Si saranno visti pochi colpi in campo, saranno state tre ore sprecate per qualcuno, ma ancora una volta il baseball ha scritto un’altra notte inspiegabile, un’altra dimostrazione di quanto sia importante la squadra, dal manager all’ultimo giocatore del lineup, nelle sue pagine di storia.

Gli Yankees vincono la prima serie playoff senza Derek Jeter o Mariano Rivera dal 1981. È ormai impossibile negare che il futuro di questa squadra, dotata ancora di un vivaio invidiabile, è adesso. E parte da Houston con la Championship Series. Gara 1 a Minute Maid Park di Houston venerdì notte.

 

Fonte foto copertna: houstonchronicle.com