20
Dom, Ago

E' stato un vero incontro di pugilato quello vissuto a Target Field, con i Twins capaci di mettere alle corde Greinke e piazzare il colpo del K.O. al momento giusto, quando ormai i ragazzi di Phoenix erano stremati e non sono più riusciti a rialzarsi.

 

Si spiega solo con il miglior Paul Molitor travestito da Angelo Dundee e con José Berrios a recitare il ruolo – ci perdoniate l'esagerazione – di Muhammad Ali, l'incredibile partita vissuta dalla squadra di Minneapolis, sempre più intenzionata a non lasciare per nulla al mondo il wild card spot.

 

Che l'inizio sotto il cielo terso del Minnesota fosse favorevole ai padroni è chiaro fin dalle prime battute, anzi, fin dalle prime basi su ball concesse da Greinke. Nella prima ripresa infatti, dopo il leadoff single di Dozier, il Cy Young di ormai otto anni fa manda gratuitamente in base Mauer e Sano. Sarebbe l'occasione perfetta per i Twins, ma le volate di Rosario ed Escobar non superano nemmeno il diamante, finendo entrambe nel guantone di Lamb.

 

Lo scampato pericolo fa tirare un sospiro di sollievo al pitcher di Orlando, mentre l'attacco degli Snakes prova a produrre qualcosa con due doppi nel secondo e nel terzo targati Drury e Pollock, che però si trasformano in un nulla di fatto.

Da quel momento in poi Berrios eliminerà tutti i tredici battitori in fila prima di scendere dal monte. Anche grazie all'ottimo aiuto della sua difesa e della dea bendata (5 lineouts consecutivi a cavallo della quinta e sesta frazione) il chaco di Bayamon finirà con 7 IP, due sole valide subite, una walk e sette strikeouts per l'undicesima vittoria stagionale.

 

L'attacco dei Twins come detto ha punto in un momento ben preciso, ovvero nel quarto inning con Zack Greinke ormai stremato e oltre gli ottanta lanci.

La ripresa si apre con Rosario capace di salire in base con un singolo, seguito all'istante da Escobar che sfrutta un errore potenzialmente fatale di Descalso. Dopo uno strikeout su Buxton il lineup di casa però si scatena: Polanco, Castro, Dozier, Kepler e Mauer arrivano salvi con quattro singoli ed una base su ball che portano a casa cinque punti totali.

Il momento caldissimo potrebbe anche continuare, ma la battuta di Sano si trasforma in una semplice rimbalzante per un doppio gioco sulla via 5-3 che provoca anche un infortunio al 24enne dominicano.

 

Hoover e Bracho chiudono poi il match senza ulteriori danni, ma con Minnesota capace di portarsi a casa anche questa seconda sfida della serie e con l'opportunità, questa sera alle 20.10 ITA, di piazzare lo sweep affidandosi a Bartolo Colon.

Foto: kare11.com

Trout fa la storia contro i Baltimore Orioles. Foto Patrick McDermott/Getty Images North America

Chi di fuoricampo ferisce, di fuoricampo perisce. Dopo aver perso la scorsa notte per mano di uno scatenato Manny Machado, gli Angels si riscattano in gara 2 della serie ad Oriole Park vincendo per 5-1 grazie a quattro fuoricampo nei primi quattro innings, due per Mike Trout e due per Luis Valbuena.

Mike Trout, nell’occasione, ha anche raggiunto Frank Robinson ed Eddie Mathews (due hall of famer) come il solo giocatore capace di colpire almeno 25 o più fuoricampo nelle sue prime sei stagioni prima dei ventisei anni d’età. Per Trout questa gioia è arrivata nel primo inning, quando colpiva una four-seamer interna di un Gausman in giornata da dimenticare. La palla è volata via nell’esterno sinistro quasi a baciare il second-deck, permettendo agli Halos di iniziare subito con il piede giusto portandosi sul 1-0.

 

Trout raggiunge un club davvero unico con un solo HR

 

Gli O’s però cercano in tutti i modi di riprendere il punto perso. Il solito Tim Beckham si conferma acquisto super azzeccato portandosi in seconda con un doppio su rimbalzante lungo la linea di foul dell’esterno sinistro, poi va in terza grazie ad un singolo centrale di Machado quasi preso dal seconda base Cowart. Infine l’ex Rays va a casa base, approfittando di un brutto lancio di J. C. Ramirez che si perde alta nel backstop, guidando anche Machado in seconda.

 

Beckham a casa su lancio pazzo

 

È stato tuttavia l’unico errore della partita per il groundballer, che ha poi riscoperto le sue doti primarie

facendo fuori Schoop con una grounder e poi Mancini con un doppio gioco. Ramirez si è ripetuto nei successivi inning andando in difficoltà solamente nel terzo inning dove, con due eliminati, ha subito due singoli consecutivi da Schoop e Jones che su errore di Simmons avanzavano poi in seconda e terza. Ma Ramirez è stato bravo a non scomporsi ed a trovare l’out successivo con un’altra groundball su Trey Mancini per poi ritirare con sei groundout i successivi battitori e lasciare il monte per un leggero infortunio nel sesto con due eliminati, dopo gli out su Jones e sempre Mancini.

Capaci di porre un freno alle manovre offensive degli O’s, gli Halos hanno usato tutta la loro fiducia per bombardare Gausman. Nel secondo inning ritornavano in vantaggio con un leadoff home run di Valbuena, che su conto 0-2 colpiva una fastball di 94mph lasciata in mezzo al piatto. Neanche Adam Jones è riuscito a metterci una pezza.

 

Il solo HR di Valbuena

 

Dopo una bella giocata difensiva di Valbuena-Cron che eliminano in prima il rookie Santander (preso nel rule 5 draft dagli Indians) precedentemente chiamato salvo dall’arbitro di prima base, un altro solo home run di Trout nel terzo inning portava gli Angels sul 3-1. Questa volta il fuoricampo arriva su una breaking ball alta ed interna e Trout cambia zona, buttandola fuori l’esterno centro e non più all’esterno sinistro. Per Trout, che dopo essere stati fuori dai campi di gioco per quasi un mese e mezzo ora prova a contendere il premio MVP allo Yankee Aaron Judge, si è trattato del big fly numero 26 in stagione.

 

 

Mike Trout batte il secondo fuoricampo della partita

Nel quarto inning invece c’è spazio anche per il primo non-solo home run, firmato ancora una volta da Luis Valbuena e nuovamente buttato fuori l’esterno centro per spedire a casa Andrelton Simmons (doppio in campo opposto) su una fastball bassa a 96mph del solito Gausman che poi, dopo lo strikeout ai danni di Cron ed il groundout di Maldonato, porta in base Cowart e Revere e con Mike Trout in battuta rischia grosso con un wild pitch, che muove i corridori in seconda e terza. Fortunatamente il partente degli Orioles ne esce fuori con un pop up di Trout e reso dal ricevitore Castillo, evitando così guai peggiori.

Gli Halos però ci riprovano nel quinto inning con il singolo di Pujols e la base su ball guadagnata da Calhoun, ma lo skipper degli Orioles Buck Showalter ricorre al rilievo Miguel Castro che riesce a chiudere le porte non prima però di riempire le basi con il walk su Valbuena.
Gli Angels tirano i remi in barca contro il forte bullpen di Baltimore (Revere nel sesto e nel nono è stato l’unico battitore e raggiungere la prima base) ma lo stesso fa l’attacco degli Orioles, che non riesce ad impensierire di molto i rilievi Paredes, Norris e Parker chiamati in causa da Scioscia.

J. C. Ramirez trova quindi l’undicesimo successo in stagione mentre gli Angels portano il record a 63-60 e mantengono il secondo posto wild card appaiati ai Twins con mezza partita di vantaggio sui Mariners ed 1.5 su Royals e Rangers mentre gli Orioles (60-63) scendono a tre partite di distanza.

Questa sera il rubber match con Tillman che tornerà sul monte per la prima volta dal 3 agosto alle 19.35 per sfidare l’ex prospetto Orioles Parker Bridwell, arrivato ad inizio anno nella organizzazione di Anaheim e protagonista di soddisfacenti prestazioni.

Trevor Bauer trova la sua quinta prestazione di qualità consecutiva lasciando i Royals a 0 punti. Foto Ed Zurga/Getty Images North America

Jason Vargas è uscito dal monte con una linea strana. Il mancino dei Royals, che nella prima parte di stagione ha lanciato con ritmi e risultati da Cy Young, ha messo strikeout sette battitori dei Cleveland Indians (ha brillato specialmente nel secondo e terzo inning, con un totale di quattro strikeouts su sette battitori affrontati) ma non è stato affatto solido con il suo comando, come testimoniano le tre basi su ball concesse e, soprattutto, i tre doppi su sei valide che sono costati caro al pitcher di Ned Yost. Per questi motivi Jason Vargas non solo non è riuscito a rincorrere la quindicesima vittoria in stagione, ma è anche incappato in una dura sconfitta ed in una prestazione difficilmente accettabile, se consideriamo che ha ultimato la sua giornata dopo 4.2IP con 4 punti subiti su 6 valide, 3 basi su ball e 7 strikeouts (che rappresentano il solo punto positivo della sua partenza).
Gli Indians, che a tratti son sembrati non riuscire a decifrare i cambi di ritmo del lanciatore dei Royals, sono passati immediatamente in vantaggio nel primo inning con i doppi consecutivi colpiti da Jay Bruce (nell’esterno destro) e da Jose Ramirez – al suo ritorno nel lineup dopo due giorni di riposo -, che spedisce la palla ai piedi del muro nell’esterno centro.

 

Il doppio con RBI di Jose Ramirez

 

 

Trevor Bauer, dal canto suo, è stato protagonista di una prestazione solida nonostante una condizione di forma non proprio ottimale ed un davvero basso numero di strikeouts (4) contro due basi su ball in 6.1 riprese.

Anche se Bauer è riuscito a controllare la partita abbastanza bene, Ned Yost può benissimo recriminare per una serie di situazioni che non hanno giocato a favore della sua squadra. Come ad esempio nel primo inning, dove con un corridore in seconda (Lorenzo Cain), Eric Hosmer non è riuscito a penetrare l’infield degli Indians, con la sua linea – colpita su un cambio di velocità alto di Bauer – finita dritta nel guantone del prima base Carlos Santana.

 

Santana annulla la battuta di Hosmer

 

Oppure nel secondo inning, quando con due eliminati (Moustakas e Moss per strikeout) ed Escobar in prima, una buona battuta di Alex Gordon finiva di poco foul a sinistra (con Escobar già pronto a scattare verso la seconda) propiziando poi il terzo out, arrivato su palla a campanile battuta su una curva di Bauer.

Ma quando Vargas riusciva a fermare gli Indians per due innings, i Royals questa volta non riuscivano a produrre at bat di qualità contro il partente della tribù e, nel quarto inning, la squadra di Francona ne approfittava e con le basi piene il ricevitore e nono in battuta Roberto Perez colpiva un 2-out, 2-run single che portava il risultato sul 3-0 mentre nella parte bassa Bauer – dopo un 2-out double di Brandon Moss – manteneva il clean sheet con una pessima battuta di Alcides Escobar.

 

Perez allunga il vantaggio degli Indians

 

Gli Indians decidono di non fermarsi e con due eliminati e Jay Bruce in battuta trovano anche il 4-0, con il terzo doppio battuto contro Vargas e con Ramirez che sulla battuta di Bruce va a sprintare dalla seconda base, mentre Ned Yost lasciava uscire Vargas per Mike Minor, al quale va attribuito il merito di aver salvato il bullpen con 2.1IP senza punti concessi e quattro strikeouts.

Bruce, doppio e RBI

Nel quinto inning basso per i Royals sfuma un’altra ghiotta occasione per riaprire l’incontro con Hosmer che – con Merrifield in seconda e Cain in prima – ancora una volta non riesce a trovare lo spazio necessario per spedire la pallina nell’outfield, con la sua linea che viene ingoiata nuovamente dal guanto di Carlos Santana.

 

Santana ferma un'altra pallina


Mentre Minor domina i battitori ospiti, i Royals ci riprovano ma ancora una volta non riescono a battere la difesa Indians prima con un doppio gioco di Escobar per concludere il sesto (su un’altra situazione di corridori in prima e seconda), poi nel settimo inning quando Shaw rileva Bauer ed i Royals non riescono ad andare a punto lasciando anche un corridore in terza base.

La squadra di Yost non riuscirà più a rendersi pericolosa contro il pitching Indians e la tribù ne approfitta per mettere in ghiaccio la partita con il quinto punto, costruito da un doppio di Santana nell’esterno centro e realizzato grazie ad una rimbalzante di Jackson finita nell’esterno destro.
Nonostante i cinque punti di vantaggio Francona manda sul monte Cody Allen, che chiude l’incontro prima mettendo strikeout Brandon Moss, poi ottenendo un out al primo lancio su Escobar (pop up) infine con una presa contro il muro di Guyer sulla volata di Alex Gordon nell’esterno sinistro.

Per Bauer (6.1IP, 7H, 0R/ER, 2BB, 4K) è la quinta partenza di qualità consecutiva ed il dodicesimo successo stagionale. Durante la sua recente striscia positiva il destrorso Indians ha subito 7 punti in 35 riprese con 25 strikeouts contro 7 basi su ball.

Per gli Indians un 5-0 che aiuta la squadra di Francona a volare verso il “bis” nella AL Central con gli stessi Royals che ora inseguono a 7.5 (perdono leggermente terreno anche in chiave WC, -1,5 GB dalla coppia Twins-Angels) con i Minnesota Twins rivale più vicina con 6 GB.

Questa sera ultima partita della serie con Jason Hammel che cercherà di evitare lo sweep. Per gli Indians il partente sarà Danny Salazar (ore 20.15). Sarà l’ultima partita di un road trip che fino ad ora vede gli Indians con un ottimo 8-2 nonostante quattro città girate in sette giorni.

Los Angeles non si ferma nemmeno fuori dal campo: dopo aver vinto una complicata gara al Comerica Park contro i Tigers per 8-5, il Front Office dei californiani ha deciso di rinforzare nuovamente il roster della propria squadra acquistando il tre volte All-Star Curtis Granderson, che lascerà i Mets in cambio di un Player To Be Named Later (PTBNL) e di una somma in denaro ancora non resa nota.

L’arrivo di Granderson aumenta ancora di più il potenziale offensivo e la profondità del roster a disposizione di Dave Roberts, che potrà ora fare affidamento su un veterano di grandissima esperienza e, soprattutto, ancora capace di produrre numeri di alto livello: Granderson infatti ha collezionato, nelle 111 gare disputate con la casacca dei Mets, ben 19 HR, 52 RBI e 22 2B con una batting line di .228/.334/.481 ed una OPS+ di 111. Grandy, passato dagli Yankees ai Mets prima della stagione 2014 con un contratto di 4 anni per 60M $, ha giocato in carriera 51 partite di Postseason, spalmate su sei anni; anche ad ottobre, i numeri confermano l’assoluta affidabilità del 36enne di Blue Island, IL, che ha battuto complessivamente 9 HR, 29 RBI con una OPS di .797. L’ormai ex giocatore dei Mets ha già giocato e perso una World Series, nel 2015, e i Boys in Blue tenteranno di offrirgli l’occasione di conquistare finalmente l’anello rincorso per quattordici anni.

Con l’acquisto di Granderson ed il ritorno di Adrian Gonzalez, rientrato questa notte in campo dopo diversi mesi di stop (1-4 con un 2B ed un RBI), l’arsenale del Dodgers si arricchisce di due giocatori capaci di fare davvero la differenza nei momenti più delicati della stagione. Grandy ricoprirà il ruolo di quarto outfielder alle spalle di Puig, Pederson e Taylor, subentrando qualora chiunque del terzetto titolare dovesse avere un match-up sfavorevole (da tenere in considerazione la slugging pct. di .504 e l’OPS di .853 contro i lanciatori destri). Soprattutto Pederson è apparso in grande difficoltà nelle ultime settimane, e l’esterno centro di LA potrebbe essere messo in panchina (o persino mandato in triplo-A) per ritrovare il giusto ritmo offensivo. Curtis è stato salutato con grandissimo affetto dal resto dello spogliatoio e dello staff dei Mets, e prima di lasciare il Citi Field ha voluto ringraziare pubblicamente i tifosi e l’organizzazione newyorchese per l’amore ricevuto nei quattro anni con la casacca arancio-blu:

 

(foto di copertina da metsmerized.com)

 A Fenway Park va in scena l’ennesima imperdibile sfida tra New York Yankees e Boston Red Sox, ma, dopo la vittoria di Boston nel primo match, questa volta sono gli ospiti a spuntarla per 4-3. Chris Sale paga a caro prezzo i due fuoricampo concessi agli Yankees e viene sconfitto per la terza volta dai newyorkesi in stagione. Prima il giovane Tyler Austin, appena tornato da una serie di acciacchi, punisce il “Condor” con un three-run homer che supera il Green Monster nel secondo inning, poi Todd Frazier, tanto ricercato dai Red Sox nella passata finestra di mercato, mette il punto esclamativo sul match con il fuoricampo numero 21 della sua annata in quello che si è rivelato il punto decisivo.

Il colpo siglato da Tyler Austin è quello che sblocca il punteggio. Gli Yankees costringono Sale a conti lunghi nel primo inning, poi nella seconda ripresa Didi Gregorius si porta in base con un doppio, mentre Todd Frazier viene colpito da una slider del partente di Boston. Per Tyler Austin è la prima presenza al piatto contro l’asso di Boston e il Baby Bomber aspetta due lanci prima di girare una dritta da 95 miglia all’ora che atterra nelle ultime file del Green Monster. Secondo fuoricampo per lui in stagione ed è un evento raro per Sale. Dal 2016, il 28enne ha concesso solo due home runs con molteplici corridori in base.

Home run di Austin: https://www.mlb.com/video/austins-three-run-home-run/c-1746056983?tid=6479266

A proposito di giocatori appena tornati da infortuni, nella parte bassa del secondo inning il partente degli Yanks C.C. Sabathia realizza uno strikeout ai danni di Chris Young e diventa il leader di strikeout nell’American League tra i mancini di tutti i tempi, superato l’Hall of Famer Mickey Lolich, il quale aveva 2679 strikeout all’attivo. Sabathia è in controllo della sua partita nelle prime quattro riprese, in cui subisce una sola valida.

Nel quarto inning i Bronx Bombers partono bene ancora grazie al singolo di Didi Gregorius, già autore di due valide nel match. Todd Frazier subisce uno dei nove strikeout del suo match, poi Tyler Austin invece mette di nuovo in difficoltà l’asso dei padroni di casa, batte profondo nell’esterno centro, ma Jackie Bradley Jr. sfodera le sue notevoli doti difensive, rubando una valida e un punto agli avversari. Gli Yankees perdono una buona occasione per segnare nel quinto e i Red Sox ne approfittano. Xander Bogaerts guadagna una base su ball e finisce in terza base dopo il singolo di Devers. Sandy Leon batte un punto a casa in seguito ad un ground out e Jackie Bradley lo segue con un singolo che accorcia le distanze sul 3-2.

Gli Yankees doppiano i Red Sox grazie a Todd Frazier che riesce a trovare il giro giusto sulla slider del partente nel sesto inning. Il video del fuoricampo: https://www.mlb.com/video/todd-fraziers-solo-home-run/c-1746742183?tid=6479266

Nella parte alta del settimo inning arriva il nono ed ultimo strikeout della partita di Sale, che verrà poi sostituito alla fine della ripresa da Matt Barnes. Per il partente ex White Sox è lo strikeout numero 250 in stagione, un traguardo raggiunto in 25 partenze (solo Randy Johnson e Pedro Martinez erano riusciti a raggiungere questa cifra così velocemente).

I nove strikeout di Sale: https://www.mlb.com/video/sales-solid-start-vs-yanks/c-1749226683?tid=6479266

I Red Sox provano un’altra rimonta sugli Yankees, sconfitti nelle ultime due occasioni contro gli acerrimi rivali a causa dei collassi dei rilievi. Arriva un altro fuoricampo di Rafael Devers che punisce Adam Warren con la sua ottava longball stagionale. Il dominicano ha realizzato 8 fuoricampo nelle prime 20 partite giocate in MLB prima di compiere i 21 anni ed è diventato anche il primo giocatore sotto i 21 anni a battere un fuoricampo in tre partite consecutive contro gli Yankees dal 1915, quando ci riuscì Babe Ruth.

Il fuoricampo di Devers: https://www.mlb.com/video/devers-solo-home-run/c-1747302083?tid=6479266

New York rischia la disfatta nell’ottava ripresa, quando David Robertson, dopo uno strikeout e la palla persa da Gary Sanchez, concede un doppio ad Hanley Ramirez e regala una base su ball intenzionale a Mitch Moreland con due out. Il rilievo se la cava eliminando al piatto Bogaerts. Situazione simile nel nono attacco di Boston, quando Gary Sanchez, tanto criticato per le difficoltà nel bloccare i lanci, non riesce ad intercettare il lancio di Dellin Betances su Leon. Il catcher dominicano si fa perdonare, poco dopo, quando su una curva coglie rubando il pinch-runner Brock Holt con un assist da manuale.

A poche ore della notizia della perdita del ruolo di closer di Aroldis Chapman ( ERA del 4.29 in stagione), Dellin Betances compie il suo lavoro e completa la sua nona salvezza stagionale.

Da rilevare anche il record poco ambito segnato da Aaron Judge, eliminato la piatto per la 36esima partita consecutiva (record assoluto MLB).

Con il 66esimo successo del 2017, gli Yankees si riportano a quattro lunghezze dalla testa della AL East e rinviano la sentenza della serie a domenica pomeriggio. Nella terza e decisiva gara, Yankees e Red Sox scenderanno in campo alle ore 19.30 (ora italiana). Sul monte di lancio ci sarà una interessante sfida tra Sonny Gray e Rick Porcello.

 

Fonte foto copertina: ctpost.com

Era successo così anche un paio di settimane fa, quando un grande slam di Manny Machado rovinava in parte la festa di compleanno di Mike Trout davanti al pubblico di Anaheim.

 

Quel giro di mazza è stato la dimostrazione che qualcosa nella stagione di Machado era effettivamente cambiato: nelle ultime due settimane ha battuto 23-62 (AVG .371), 8 HR e 26 RBI, smentendo di colpo tutti coloro che vedevano nel 2017 l'annus horribilis del talento proveniente dalla downtown di Miami.

 

Sempre nella trasferta sulla costa ovest, questa volta al Safeco Field di Seattle, Machado aveva sparato un altro fuoricampo a basi piene, secondo del mese, prima di ripresentarsi nella notte davanti al proprio pubblico per colpirne un terzo, questa volta coinciso con un walk-off al termine di una partita straordinaria.

 

Sul 7-5 per gli Angels e con un eliminato gli ospiti si ritrovano in una situazione parecchio spinosa avendo caricato le basi con due singoli ed una base su ball, mentre nel box di battuta entra rilassato Manny Machado, già autore di due home runs nel corso dello stesso match.

Basta attendere un solo lancio, centrale, che fa illudere tutto il dugout degli Angels di potercela fare prima che il 25enne dominican-american sbatta la palla di Middleton nel proprio bullpen.

 

Il grande slam è però solamente la ciliegina sulla torta in una serata al cardiopalma per tutti i 26mila accorsi a Camden Yards in una giornata uggiosa per celebrare i 25 anni dell'impianto.

La struttura, notoriamente hitter-friendly, ha mantenuto la propria nomea con uno scontro da dieci fuoricampo (5 per parte) che hanno portato tutti i sedici punti totali.

 

Ad aprire le danze contro Jeremy Hellickson è stata la squadra di Los Angeles che nelle prime due riprese è riuscita a portarsi sul 5-0 grazie soprattutto all'home run da due punti in apertura di Albert Pujols, il numero 609 della sua carriera che gli permette di raggiungere Sammy Sosa in testa alla classifica all-time per i giocatori nati fuori dai confini degli Stati Uniti.

 

Il long shot di Pujols è immediatamente replicato da Calhoun per un back-to-back, mentre nella ripresa successiva sono Cron e Coward a mettere in ginocchio l'ex pitcher di Rays e Phillies, appena giunto in Maryland.

 

Poco male però perché Baltimore si fa subito sotto: nella parte bassa dello stesso inning Trumbo sblocca il tabellino, ma è nel quarto che gli arancio-neri si fanno prepotentemente sotto con Joseph ed il primo fuoricampo di serata di Machado che vale il 5-4.

 

Dopo un attimo di pausa è Mike Trout a riallungare. L'MVP uscente e stella più brillante del firmamento Majors, ancora desideroso di vendetta per il compleanno “sporcato” da Machado stesso, spinge a casa Revere con un home run lungo l'esterno sinistro, il suo 24° stagionale.

 

Potrebbe essere l'allungo decisivo, ma Scioscia, con una mossa a posteriori discutibile, sceglie di mandare in campo anche per il quinto inning Andrew Heaney, al rientro dopo aver subito la Tommy John Surgery, che subisce il fuoricampo da leadoff di Machado per il 7-5 che resterà tale fino a che la stella degli Orioles non colpirà il walk-off grand slam già citato.

 

In questo mese di rinascita Manny Machado, oltre a tutti i numeri già sciorinati, in questo mese di agosto è 4-4 con 3 HR in situazioni di basi piene, segno di un'eccezionale freddezza nei momenti chiave di una partita.

Con i 3 HR e 7 RBI battuti ha inoltre pareggiato il suo career-high risalente allo scorso anno in una partita contro i White Sox.

 

I record delle due squadre sono ora specchiati: 62-60 per gli Angels, che attualmente occupano il secondo wild card spot insieme ai Twins, mentre 60-62 quello degli Orioles, immischiati nella dura corsa che vede otto squadre in un fazzoletto di 3 GB.

Foto: ftw.usatoday.com

Mitch Moreland porta avanti i Red Sox nel settimo inning. Foto Adam Glanzman/Getty Images North America

Nella notte abbiamo potuto assistere al classico Yankees-Red Sox. Due squadre che quest’anno non hanno mai mancato di offrire spettacolo. Ed anche questa notte la sfida tra le due giganti della AL East (e non solo) è stata leggendaria. Pioggia, colpi a sorpresa, sorpassi, tanto attacco ed un inning d’attacco durato un’ora ha reso l’idea di quanto la partita sia stata indimenticabile.

Gli Yankees ci hanno provato nel primo inning con un leadoff single di Gardner, e nel secondo inning con un doppio di Headley. Ma a partire forte sono stati i Red Sox, che nel secondo inning prima hanno trovato un two-out double contro il Green Monster di Xander Bogaerts, poi quel mostro verde lo hanno superato, ancora una volta con il baby terribile Rafael Devers che colpendo la curva di Jordan Montgomery asciuga tutto d’un tratto i giacconi bagnati dei tifosi Red Sox, riscaldando l’ambiente che per gli Yankees, al contrario, si faceva ancora più glaciale.

 

I Red Sox non si lasciano intenerire e tornano in base immediatamente con un singolo di Vazquez ma senza approfittarne, perché Jackie Bradley colpisce male la dritta del partente Yankees per un semplice groundout.

Drew Pomeranz lancia con sicurezza e nel terzo inning non si lascia impensierire neanche dai due corridori in base, invitando Gary Sanchez a più miti consigli con una knuckle curve che fa sembrare “the Sanchino” un dilettante.

L’ex Rockies, A’s e Padres però dura poco. A costringerlo al cambio non sono stati gli Yankees ma un avversario per lui questa volta più forte. Dopo aver ottenuto una eliminazione sull’ultimamente freddino Didi Gregorius grazie ad una fantastica presa in tuffo di Andrew Benintendi nell’esterno sinistro, Pomeranz è costretto ad uscire, nel bel mezzo del duello con Headley, dopo appena 56 lanci, per un fastidio muscolare alla schiena, effetto reso evidente dalla curva finita dietro al piatto e fermata soltanto dal backstop.

Drew Pomeranz esce per infortunio

 

Il lanciatore è stato sostituito da Workman che, a fredd, non ha avuto vita facile. Prima passava in base Headley, poi subiva un singolo da Todd Frazier che batteva anche Devers ma i Red Sox riescono a salvarsi prima con la presa al volo di Betts su Torreyes, poi con una debole rimbalzante di Romine giocata da Nunez per Ramirez.

Gli Yankees facevano fatica contro Workman anche nel quinto inning, dove ad andare in base era il solo Judge. I Red Sox, ovviamente non possono non approfittarne. Vazquez, che è stato l’ultimo battitore a colpire una valida contro Montgomery, si ripresenta al piatto per far del male al rookie mancino (che nel terzo e quarto inning aveva sofferto due basi su ball) che paga a caro prezzo la fastball alta, finita oltre il Green Monster.

Il 3-0 Red Sox rischia di spezzare le gambe a Montgomery in primis ed agli Yankees. Ma il lanciatore dei bombers reagisce bene prima mettendo strikeout JBJ, poi con le prese di Gregorius e Torreyes che eliminano Nunez e Betts. Infine, uscito Workman ed entrato Matt Barnes, si ricordano di avere un attacco temibile e prima nel sesto, poi nel settimo, sono fuochi d’artificio.

Dopo il primo out su Gregorius, gli Yanks si portano in base con un singolo a destra di Chase Headley, poi anche Todd Frazier (che gli Yankees hanno strappato proprio ai Red Sox, i quali poi hanno risposto promuovendo Devers) si unisce all’home run party sul Green Monster, disintegrando una fastball centrale lanciata da Barnes che nonostante lo strikeout ai danni di Torreyes entra in difficoltà. Per l’ex slugger dei Reds è il ventesimo homer in stagione.

Benintendi si trova costretto ad inseguire le linee di Romine prima e Gardner poi, limitati a due singoli, ed anche Farrell capisce che il momento di sostituire il lanciatore era arrivato. Entra Kelly, ma il suo ingresso in campo non è dei migliori. La sua curva ad 85mph colpisce la punta del piede di Hicks, e le basi sono piene per Judge per un duello che vede protagonista la potenza dei due giocatori. Kelly effettua sei lanci da 100mph, uno da 99 ed uno da 88 con lo slider ed all’ottavo lancio vince il duello con l’eliminazione in prima del nuovo simbolo Yankees.

I Red Sox si salvano, ma solo per questa ripresa. Nell’inning successivo gli Yankees tornano a far tremare Fenway Park con Gary Sanchez che si riscatta, pareggiando la partita spedendo la fastball di Kelly fuori da Fenway Park al primo lancio.

 

Sanchez pareggia con un fuoricampo

 

Lo stesso lanciamissili dei Red Sox si inceppa, passando in base prima Gregorius, poi Headley con un singolo. Questa volta a scendere dal monte è lui per Hembree, ma la mossa non funziona. Gli uomini di Girardi riempiono le basi con una base ball di Frazier ed all’improvviso passano in vantaggio con un singolo da due punti contro il tabellone a sinistra di Ronald Torreyes e gli Yankees per la prima volta passano in vantaggio. Il nuovo entrato trova il primo out per strikeout su Romine, ma cede il passo a Robby Scott, a sua volta impreciso. Scott passa Gardner in sei lanci e, dopo una breve interruzione di gioco, colpisce a basi piene Hicks agli arti bassi. È il punto del 6-3.

 

Todd Frazier colpisce un fuoricampo da due punti

 

Torreyes porta avanti gli Yankees con un singolo

 

Hicks colpito, Yankees segnano un altro punto

 

Con il bullpen che può vantare la squadra newyorchese, questa per i Red Sox sembra una catastrofe. Ed invece, neanche il tempo di rifiatare e di limitare i danni con un altro strikeout su Judge ed una eliminazione su Sanchez (entrambe cortesia di Addison Reed, il motivo per il quale sia stato utilizzato in ritardo non ci è concesso saperlo), ecco che i Red Sox si riportano in attacco e contro il buon Chad Green si ripresentano in base con un singolo di un Vazquez in giornata favorevole e la base su ball guadagnata da Bradley Jr.

Girardi non si fida e chiama in causa Tommy Kahnle, altro rilievo dalla fastball pesante, che, però, non ferma Nunez, il quale riempie le basi sfruttando la sua poderosa velocità con un dribbler alla sinistra del monte. Kahnle non ferma neanche Betts, che con una volata di sacrificio restringe lo svantaggio, e Benintendi, che conu n singolo fa 6-5. Poi le basi diventano nuovamente piene con il walk di Ramirez e, allo scoccare dell’ora da quando era iniziato il settimo, i Red Sox riprendevano il vantaggio con un 2-strike, 2-out pinch-hit single di Mitch Moreland la cui battuta rotola via per il boato di Fenway Park ed il 7-6 di marca bostoniana.

L’inning da record termina con una volata di Bogaerts presa da Judge, ma non la voglia dei Red Sox. Gli Yankees, storditi, vengono fermati da Reed anche nell’ottavo (serve a poco la sola BB di Todd Frazier) ed i Red Sox tornano ad incassare contro Chapman, che ultimamente non sembra più così imbattibile.

Il mancino subisce un altro affronto da Rafael Devers che colpisce la sua fastball interna da 99mph per un singolo a destra, poi concede una base su ball a Vazquez, sempre più brillante.

Il singolo da due punti di JBJ

 

I Red Sox quindi attuano una double steal che si rivela fondamentale, perché sul singolo rasoterra di Jackie Bradley Jr questa volta entrano due punti che metteranno K. O. gli uomini di Joe Girardi, mentre Chapman finalmente ritrova se stesso eliminando in fila Nunez, Betts e Benintendi quest’ultimo con uno strikeout girato sulla fastball da 100mph.

Nel nono i Red Sox possono sfoderare l’arma letale Craig Kimbrel al quale bastano 14 lanci per convertire la 29esima salvezza stagionale, abbassare la ERA (ora di 1.38) ed aggiungere altri tre strikeouts al suo bottino (ora di 97, giusto uno dietro il leader Knebel, closer dei Brewers) con quelli arrivati su Romine, Gardner ed Hicks.

 

I Red Sox allungano il passo in AL East, distanziando gli Yankees di cinque partite. Yankees che conservano ancora il primo posto wild card con un margine discreto su Twins ed Angels (3.5GB) e 4 partite di vantaggio su Royals e Mariners, che ambiscono fortemente ad entrarvi.

Questa notte gara due, ore 1.10, sarà una sfida tra mancini con Chris Sale che ospiterà C. C. Sabathia.

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