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Dom, Ago

Mercato - Trade deadline: gli altri movimenti

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È stata una trade deadline strana quella appena trascorsa. A parte gli affari Sonny Grey tra Yankees ed Athletics e Yu Darvish tra Dodgers e Rangers, non ci sono stati molti altri botti. I Tigers hanno mantenuto Verlander, Kinsler e Justin Upton capitalizzando poco sulle cessioni di J. D. Martinez, Justin Wilson ed Alex Avila, i Padres hanno preferito trattenere una potenziale miniera d’oro come Brad Hand e Zach Britton, tanto chiacchierato ad un’ora dalla deadline, è alla fine rimasto a casa con Indians ed Astros su tutte che non sembrano essersi rafforzati appieno nell’ultima giornata di mercato utile per acquistare i non-waivers e fare un salto di qualità.

Gli Astros, appunto, si sono fermati soltanto ad un acquisto, una mossa bizzarra ma sicuramente calcolata a fondo nello studio del GM Jeff Luhnow. La squadra texana ha acquistato infatti il veterano mancino dei Toronto Blue Jays Francisco Liriano poche ore prima di inserire ufficialmente il partente Lance McCullers nella 10-day DL.

Attenzione però: negli schemi degli Houston Astros Liriano non dovrebbe far parte della rotazione ma dovrebbe servire per dare man forte a Tony Sipp nel bullpen contro i mancini. Il 33enne dominicano di San Cristobal vanta un record di 6-5 ed una ERA di 5.88 in 18 partenze quest’anno per i Blue Jays ma ha mantenuto la sua velocità intatta ed anche un buon tasso di strikeout pari a 8.1 per nove riprese. Contro i mancini inoltre l’ex Twins e Pirates vanta quest’anno una linea di .230/.254/.361 con sole cinque valide da basi extra (2 doppi, un triplo, un fuoricampo) subiti su 63 occasioni. Sempre contro i mancini il lanciatore vanta inoltre buone periferiche come 17 strikeouts contro una base su ball. Sulla carta sembra una buona mossa per gli Astros ma tutto starà nel vedere come il giocatore si comporterà nel nuovo ruolo.

Per ottenere Liriano gli Astros hanno spedito a Toronto l’esterno giapponese Norichika Aoki (35 anni e possessore di una tripla linea di .272/.323/.371 con 2 fuoricampo in 224 apparizioni al piatto per gli Astros) ed il giovane esterno dominicano Teoscar Hernandez controllabile fino al 2023 ed a lungo tra i migliori 10 prospetti dell’organizzazione di Houston.
I Toronto Blue Jays però non si sono limitati a cedere Francisco Liriano. Poche ore dopo un altro lanciatore ha lasciato la città canadese. Si tratta di Joe Smith, rilievo 33enne ceduto ai Cleveland Indians. Per Smith si tratta di un ritorno fortemente voluto (il lanciatore ha già giocato per 5 stagioni negli Indians prima di firmare per gli Angels da free agent nella offseason 2013-2014) e auspicato già in inverno per stare più vicino a casa (lui è di Cincinnati) e seguire meglio la madre, alle prese con il morbo di Huntington. Smith, che tornato dall’infortunio quest’anno sta vivendo davvero una stagione fortunata con K/9 di 12.87, BB/9 di 2.52, pochi fuoricampo ed un importante tasso di groundballs per una FIP di 2.31 che va a migliorare nettamente la ERA di 3.28. Con Smith gli Indians vanno a puntellare un bullpen che vede in Nick Goody, Zach McAllister, Bryan Shaw e soprattutto Andrew Miller e Cody Allen gli elementi migliori.

Per riportare a casa il giocatore, i dirigenti degli Indians hanno dovuto cedere il lanciatore 23enne Thomas Pannone (selezionato dagli Indians al nono giro 2013) e l’interno Samad Taylor. Pannone può vantare una fastball che si stabilizza sulle 92-93mph con punta massima di 94mph ma può contare su una curva considerata dagli scouts già come arma micidiale. Convertito da esterno a lanciatore, Pannone – che quest’anno ha iniziato in classe A+ prima di trasferirsi in AA (dove dopo 14 partenze vanta una ERA di 2.62 e periferiche interessanti) – ha fatto parlare di sé per aver portato avanti una striscia di poco oltre 50 innings consecutivi senza subire punti tra classe A+ e classe AA. Samad Taylor, 19 anni, è stato scelto al draft dello scorso anno alla 10ma chiamata. L’interno sta attualmente facendo bene con Mahoning Valley (short season A) ma non viene considerato più che un potenziale utility.

Anche i Diamondbacks sono stati tra i protagonisti della giornata. La franchigia dell’Arizona ha acquistato due giocatori provenienti dalla American League West: Adam Rosales dagli A’s ed il rilievo David Hernandez dai Los Angeles Angels.

La prima tuttavia è una trade che a Phoenix avrebbero preferito non fare ma che si è resa necessaria a causa delle sciagure che hanno colpito i Dbacks nelle ultime ore: dopo l’infortunio occorso a Chris Owings costretto alla 60-day DL, ieri mattina il giovane interno Ketel Marte ha perso la madre a causa di un incidente stradale ed ha lasciato la squadra per unirsi per tre giorni alla famiglia. Rimasti scoperti, i Dbacks si sono visti costretti a cercare sul mercato un interno capace di coprire il vuoto nel middle infield ed Adam Rosales risponde all’identikit giusto. 34 anni, il nativo di Chicago è alla sua decima stagione in MLB trascorsa sempre da backup e utilizzato su più ruoli. Oltre ad aver coperto i tre sacchetti dell’infield, Rosales infatti ha visto tempo anche nell’outfield sia a sinistra che destra e rappresenta dunque una buona alternativa per Torey Lovullo nonostante la mazza non sia particolarmente apprezzabile (.228/.295/.364 in carriera). In cambio di Rosales agli A’s va il giovane lanciatore Jeferson Mejia, protagonista di una K/9 di 10.9 (ma anche di una BB/9 di 7.8) quest’anno tra A- e A.

Quello di Hernandez invece è un arrivo che serve a rafforzare un bullpen che si è trovato a contare molto sull’inesperto Jake Barrett oltre ad Archie Bradley e Jorge De La Rosa. Il 32enne ex Phillies, free agent al termine della stagione ed acquistato in aprile dagli Halos per un PTBNL e cash consideration, sta attualmente avendo una sorprendente stagione con career highs in ERA (2.23), FIP (1.83), e WHIP (1.018) oltre che in K/BB ratio (4.63). In 38 uscite e 36.1IP il rilievo ha inoltre collezionato la bellezza di 37 strikeouts contro una base su ball e complice gli infortuni che hanno colpito anche il bullpen Angels è stato utilizzato spesso come backup del closer (inventato) Bud Norris. In cambio di Hernandez gli Angels ricevono Luis Madero, 20enne venezuelano utilizzato come partente tra rookie level e short season A. In 9 partenze Madero può vantare una ERA di 5.69 ma con ottime periferiche come un K/BB ratio di 4.09.
La giornata di firme “minori” chiude con il quarantenne Joaquin Benoit che passa dai Phillies a Pirates (in cambio del lanciatore 20enne Seth McGarry, ERA di 1.34 in 40.1IP spesi in classe A+) sostanzialmente per cucire lo strappo causato con la partenza di Tony Watson, e Jeremy Jeffress dai Rangers torna ai Brewers esattamente 364 giorni dopo la trade che lo portò dal Wisconsin al Texas assieme a Lucroy (ceduto il giorno prima ai Colorado Rockies). Jeffress, che da quando ha lasciato i Brewers ha avuto problemi sia in campo che fuori e non ha mai risposto alle aspettative, proverà ora a rilanciare la sua carriera nella organizzazione che lo ha selezionato al primo giro del draft 2006, cresciuto e lanciato. Sotto controllo fino alla fine del 2019, nelle sue quattro stagioni in carriera a Milwaukee (2010, 2014-2016) Jeffress vanta una ERA di 2.38 in 151.1IP e 27 salvezze. Ai Rangers arriva il 25enne Tayler Scott, rilievo destrorso ancora fermo in AA e con grossi problemi di controllo.

C’è spazio anche per una ultima trade con Tim Beckham (ex prima scelta assoluta del draft 2008) che passa dai Tampa Bay Rays ai Baltimore Orioles come interbase supplente in cambio del 18enne lanciatore destrorso Tobias Myers. Beckham, che sarà sotto controllo per ancora quattro stagioni, non ha mai giocato come titolare e vanta in carriera una linea di .247/.299/.421 con 26 fuoricampo.