20
Dom, Ago

Francisco Liriano lascia i Blue Jays. Foto globalnews.ca

È stata una trade deadline strana quella appena trascorsa. A parte gli affari Sonny Grey tra Yankees ed Athletics e Yu Darvish tra Dodgers e Rangers, non ci sono stati molti altri botti. I Tigers hanno mantenuto Verlander, Kinsler e Justin Upton capitalizzando poco sulle cessioni di J. D. Martinez, Justin Wilson ed Alex Avila, i Padres hanno preferito trattenere una potenziale miniera d’oro come Brad Hand e Zach Britton, tanto chiacchierato ad un’ora dalla deadline, è alla fine rimasto a casa con Indians ed Astros su tutte che non sembrano essersi rafforzati appieno nell’ultima giornata di mercato utile per acquistare i non-waivers e fare un salto di qualità.

Gli Astros, appunto, si sono fermati soltanto ad un acquisto, una mossa bizzarra ma sicuramente calcolata a fondo nello studio del GM Jeff Luhnow. La squadra texana ha acquistato infatti il veterano mancino dei Toronto Blue Jays Francisco Liriano poche ore prima di inserire ufficialmente il partente Lance McCullers nella 10-day DL.

Attenzione però: negli schemi degli Houston Astros Liriano non dovrebbe far parte della rotazione ma dovrebbe servire per dare man forte a Tony Sipp nel bullpen contro i mancini. Il 33enne dominicano di San Cristobal vanta un record di 6-5 ed una ERA di 5.88 in 18 partenze quest’anno per i Blue Jays ma ha mantenuto la sua velocità intatta ed anche un buon tasso di strikeout pari a 8.1 per nove riprese. Contro i mancini inoltre l’ex Twins e Pirates vanta quest’anno una linea di .230/.254/.361 con sole cinque valide da basi extra (2 doppi, un triplo, un fuoricampo) subiti su 63 occasioni. Sempre contro i mancini il lanciatore vanta inoltre buone periferiche come 17 strikeouts contro una base su ball. Sulla carta sembra una buona mossa per gli Astros ma tutto starà nel vedere come il giocatore si comporterà nel nuovo ruolo.

Per ottenere Liriano gli Astros hanno spedito a Toronto l’esterno giapponese Norichika Aoki (35 anni e possessore di una tripla linea di .272/.323/.371 con 2 fuoricampo in 224 apparizioni al piatto per gli Astros) ed il giovane esterno dominicano Teoscar Hernandez controllabile fino al 2023 ed a lungo tra i migliori 10 prospetti dell’organizzazione di Houston.
I Toronto Blue Jays però non si sono limitati a cedere Francisco Liriano. Poche ore dopo un altro lanciatore ha lasciato la città canadese. Si tratta di Joe Smith, rilievo 33enne ceduto ai Cleveland Indians. Per Smith si tratta di un ritorno fortemente voluto (il lanciatore ha già giocato per 5 stagioni negli Indians prima di firmare per gli Angels da free agent nella offseason 2013-2014) e auspicato già in inverno per stare più vicino a casa (lui è di Cincinnati) e seguire meglio la madre, alle prese con il morbo di Huntington. Smith, che tornato dall’infortunio quest’anno sta vivendo davvero una stagione fortunata con K/9 di 12.87, BB/9 di 2.52, pochi fuoricampo ed un importante tasso di groundballs per una FIP di 2.31 che va a migliorare nettamente la ERA di 3.28. Con Smith gli Indians vanno a puntellare un bullpen che vede in Nick Goody, Zach McAllister, Bryan Shaw e soprattutto Andrew Miller e Cody Allen gli elementi migliori.

Per riportare a casa il giocatore, i dirigenti degli Indians hanno dovuto cedere il lanciatore 23enne Thomas Pannone (selezionato dagli Indians al nono giro 2013) e l’interno Samad Taylor. Pannone può vantare una fastball che si stabilizza sulle 92-93mph con punta massima di 94mph ma può contare su una curva considerata dagli scouts già come arma micidiale. Convertito da esterno a lanciatore, Pannone – che quest’anno ha iniziato in classe A+ prima di trasferirsi in AA (dove dopo 14 partenze vanta una ERA di 2.62 e periferiche interessanti) – ha fatto parlare di sé per aver portato avanti una striscia di poco oltre 50 innings consecutivi senza subire punti tra classe A+ e classe AA. Samad Taylor, 19 anni, è stato scelto al draft dello scorso anno alla 10ma chiamata. L’interno sta attualmente facendo bene con Mahoning Valley (short season A) ma non viene considerato più che un potenziale utility.

Anche i Diamondbacks sono stati tra i protagonisti della giornata. La franchigia dell’Arizona ha acquistato due giocatori provenienti dalla American League West: Adam Rosales dagli A’s ed il rilievo David Hernandez dai Los Angeles Angels.

La prima tuttavia è una trade che a Phoenix avrebbero preferito non fare ma che si è resa necessaria a causa delle sciagure che hanno colpito i Dbacks nelle ultime ore: dopo l’infortunio occorso a Chris Owings costretto alla 60-day DL, ieri mattina il giovane interno Ketel Marte ha perso la madre a causa di un incidente stradale ed ha lasciato la squadra per unirsi per tre giorni alla famiglia. Rimasti scoperti, i Dbacks si sono visti costretti a cercare sul mercato un interno capace di coprire il vuoto nel middle infield ed Adam Rosales risponde all’identikit giusto. 34 anni, il nativo di Chicago è alla sua decima stagione in MLB trascorsa sempre da backup e utilizzato su più ruoli. Oltre ad aver coperto i tre sacchetti dell’infield, Rosales infatti ha visto tempo anche nell’outfield sia a sinistra che destra e rappresenta dunque una buona alternativa per Torey Lovullo nonostante la mazza non sia particolarmente apprezzabile (.228/.295/.364 in carriera). In cambio di Rosales agli A’s va il giovane lanciatore Jeferson Mejia, protagonista di una K/9 di 10.9 (ma anche di una BB/9 di 7.8) quest’anno tra A- e A.

Quello di Hernandez invece è un arrivo che serve a rafforzare un bullpen che si è trovato a contare molto sull’inesperto Jake Barrett oltre ad Archie Bradley e Jorge De La Rosa. Il 32enne ex Phillies, free agent al termine della stagione ed acquistato in aprile dagli Halos per un PTBNL e cash consideration, sta attualmente avendo una sorprendente stagione con career highs in ERA (2.23), FIP (1.83), e WHIP (1.018) oltre che in K/BB ratio (4.63). In 38 uscite e 36.1IP il rilievo ha inoltre collezionato la bellezza di 37 strikeouts contro una base su ball e complice gli infortuni che hanno colpito anche il bullpen Angels è stato utilizzato spesso come backup del closer (inventato) Bud Norris. In cambio di Hernandez gli Angels ricevono Luis Madero, 20enne venezuelano utilizzato come partente tra rookie level e short season A. In 9 partenze Madero può vantare una ERA di 5.69 ma con ottime periferiche come un K/BB ratio di 4.09.
La giornata di firme “minori” chiude con il quarantenne Joaquin Benoit che passa dai Phillies a Pirates (in cambio del lanciatore 20enne Seth McGarry, ERA di 1.34 in 40.1IP spesi in classe A+) sostanzialmente per cucire lo strappo causato con la partenza di Tony Watson, e Jeremy Jeffress dai Rangers torna ai Brewers esattamente 364 giorni dopo la trade che lo portò dal Wisconsin al Texas assieme a Lucroy (ceduto il giorno prima ai Colorado Rockies). Jeffress, che da quando ha lasciato i Brewers ha avuto problemi sia in campo che fuori e non ha mai risposto alle aspettative, proverà ora a rilanciare la sua carriera nella organizzazione che lo ha selezionato al primo giro del draft 2006, cresciuto e lanciato. Sotto controllo fino alla fine del 2019, nelle sue quattro stagioni in carriera a Milwaukee (2010, 2014-2016) Jeffress vanta una ERA di 2.38 in 151.1IP e 27 salvezze. Ai Rangers arriva il 25enne Tayler Scott, rilievo destrorso ancora fermo in AA e con grossi problemi di controllo.

C’è spazio anche per una ultima trade con Tim Beckham (ex prima scelta assoluta del draft 2008) che passa dai Tampa Bay Rays ai Baltimore Orioles come interbase supplente in cambio del 18enne lanciatore destrorso Tobias Myers. Beckham, che sarà sotto controllo per ancora quattro stagioni, non ha mai giocato come titolare e vanta in carriera una linea di .247/.299/.421 con 26 fuoricampo.

Nel pieno delle ultime fasi concitate del mercato due delle maggiori contender in National League si sono mosse per rinforzare i propri bullpen in vista del rush finale e dei playoff, che li vede ormai quasi qualificati.

Stiamo parlando dei Dodgers e dei Nationals che hanno bussato a varie porte prima di portarsi a casa pedine importanti quali Watson e Cingrani, volati a Los Angeles, e Kintzler, accasatosi invece nella formazione capitolina.

 

Dopo essere passati sopra al nome di Zach Britton, probabilmente per richieste troppo alte da parte degli Orioles, i Dodgers hanno puntato immediatamente su Tony Watson dei Pirates in cambio di due prospetti fuori dalla Top 20 quali Oneil Cruz (3B/SS) e Angel German (RHP).

Watson, 32 anni mancino, quest'anno sta vivendo la stagione statisticamente peggiore della sua carriera (se si esclude il 2011 quando fu chiamato a metà anno), con un record di 5-3, 3.66 ERA, 4.61 xFIP ed un crollo nel numero di strikeout (6.75 K/9) dovuto ad un minor utilizzo della fastball rispetto agli anni passati.

Watson sarà free agent in inverno ed il suo salario per questo 2017 ammonta a $5.6M.

 

Un altro mancino giunto nella Città degli Angeli, questa volta da Cincinnati, è Tony Cingrani, 28enne con passato da partente più che dignitoso, prima che una catena di infortuni – tuttora in corso – lo relegassero nel bullpen, dove ha incominciato a mettere insieme prestazioni non proprio incredibili. In questa stagione, anche a causa di un problema agli addominali obliqui che gli hanno permesso di lanciare solo 23.1 riprese, ha subito 14 punti e ben 9 fuoricampo (3.47 HR/9).

In cambio di Cingrani che sarà sotto arbitrato fino al 2019 i Dodgers hanno mandato ai Reds l'esterno Scott van Slyke ed il catcher Hendrick Clementina.

 

L'ultima mossa tra i rilievi, che questa volta vede protagonisti i Nationals, è quella che ha permesso a Brandon Kintlzer di andare da Minneapolis a Washington, dove sarà chiamato molto probabilmente a prendere in mano le chiavi del nono inning in casa Nats.

Il 33enne di Las Vegas (che compie gli anni quest'oggi) ha ottenuto il primo riconoscimento in carriera con la convocazione all'ultimo All Star Game a seguito di una prima metà di stagione che lo ha visto lanciare con una media ERA di 2.29 e mettere insieme un totale di 29 salvezze, sostituendo più che degnamente Glenn Perkins.

Washington sarà chiamata a pagare circa $1M rimanente sul contratto del giocatore, che sarà free agent a fine stagione, ed al suo posto ha mandato ai Twins il mancino prospetto #17 Tyler Watson più $500K da utilizzare per il mercato internazionale.

Foto: reviewjournal.com

Ad un'ora dall'ultimo rintocco sull'orologio prima del termine della Trade Deadline gli Oakland Athletics hanno ufficializzato il passaggio del pitcher destrorso Sonny Gray ai New York Yankees in cambio di tre prospetti di primo livello, quali Fowler, Mateo e Kaprielian.

 

La notizia era già nell'aria da diversi giorni, quando i rapporti tra Billy Beane e Brian Cashman si sono intensificati permettendo al General Manager dei Bronx Bombers di superare la concorrenza di Brewers, Braves, Astros e Dodgers.

 

Sonny Gray, 27enne nativo di Nashville, è in Major League dal 2013 diventando fin da subito una delle pedine chiave di Oakland, potendo anche vantare una chiamata alll'All Star Game del 2015.

In totale il prodotto di Vanderbilt in carriera ha un record di 44-36, 3.42 ERA, 3.57 xFIP, 7.75 K/9, 2.87 BB/9 e 0.79 HR/9, numeri notevolmente modificati da un 2016 “annus horribilis” della sua giovane carriera (5-11, 5.69 ERA e tanti problemi fisici).

 

Quest'anno, nonostante ancora qualche problema fisico, Gray sembra essersi ripreso: 6-5 di record in 97 IP, 3.43 ERA ed un aumento nel numero di strikeouts (94, pareggiando già ora il numero del 2016 con venti riprese in meno).

 

Il giocatore è sotto contratto fino al 2019 con la formula dell'arbitration e quest'anno guadagnerà $3.575M, diventando dunque free agent al compimento dei trent'anni.

 

Gli Athletics, che insieme al loro ace mandano a New York $1.5M utilizzabili nel mercato internazionale, ricevono in cambio tre interessanti prospetti dal farm system degli Yankees: Dustin Fowler (OF), Jorge Mateo (SS) e James Kaprielian (RHP).

 

Fowler, 22 anni e prospetto numero 4 dell'organizzazione degli Yankees, ha debuttato a fine giugno in Major League contro i White Sox, per uscire però a partita in corso con la rottura del tendine rotuleo che lo costringerà in infermeria fino a fine stagione.

 

Mateo, 22enne interbase dominicano, lo scorso anno era dato come numero uno nella farm degli Yankees, salvo poi perdere piano piano posizioni con l'andare del tempo, fino a scendere alla posizione #8. Dotato di ottime gambe e un ottimo braccio, Mateo potrà rivelarsi una pedina fondamentale nello scacchiere difensivo di Oakland, potendo essere utilizzato anche come esterno.

 

Infine Kaprielian, 23 anni, è sempre stato molto seguito fin dal suo arrivo a New York dopo il draft del 2015 in uscita da UCLA, ma diversi problemi fisici l'hanno sempre limitato. L'ultimo, più grave di tutti, una Tommy John Surgery a cui si è dovuto sottoporre questo aprile e che lo terrà lontano fino al 2018.

Foto: mercurynews.com

Lucroy in tenuta Brewers. Torna in National League ad un anno di distanza. Foto Usa Today Sports

Quello che è successo ieri nel mercato MLB è stato solamente il preludio a quello a cui potremo assistere oggi e per le prossime ore, quando cioè scadrà il tempo per muovere giocatori (la deadline è alle 22 italiane).

A fare movimenti sono stati Yankees, che hanno prelevato dai Twins Jaime Garcia; i Royals, che aumentano le loro chance di postseason acquistando dai White Sox l’esterno Melky Cabrera; i Rockies, che riportano in National League Jonathan Lucroy a poco meno di 365 giorni di distanza dalla trade che lo ha portato dai Brewers ai Rangers ed infine i Chicago Cubs che fanno spese nella MoTown prendendo dai Tigers il closer Alex Wilson ed il ricevitore Alex Avila.

 

Il season-ending injury di Michael Pineda ha costretto gli Yankees a cercare un nuovo partente sul mercato ed anche se resta ancora viva la pista che porterebbe a Sonny Grey degli Athletics, ad arrivare nel Bronx è (per ora) il mancino Jaime Garcia, 31 anni, a poche ore di distanza dalla trade che lo ha portato dagli Atlanta Braves ai Minnesota Twins.
Garcia, free agent al termine della stagione, si è comportato bene nelle 18 partenze stagionali con gli Atlanta Braves firmando una ERA di 4.30 in 113 innings lanciati con un alto tasso di groundballs (55%) e 6.8 strikeouts per nove inning ed una FIP di 4.14. Bene ha fatto anche nell’unica partenza con i Twins dove ha conquistato la sua quinta vittoria stagionale subendo 3 punti in 6.2 innings lanciati.

Gran colpo per i Twins che in cambio di quattro milioni di dollari (la parte rimanente sul salario di Garcia) ricevono il prospetto 21enne del monte di lancio Zack Littell ed il 26enne Dietrich Enns, lanciatore mancino selezionato al draft del 2012 e che in questa stagione vanta 7 partenze in triplo A con una ERA di 2.29. Littell invece viene considerato come uno dei migliori prospetti nel sistema Yankees (ricchissimo di ottimi prospetti) ed è già alla sua terza organizzazione. Il giocatore della Carolina del Nord infatti era stato inizialmente selezionato al draft 2013 dai Mariners poi finito a New York nell’ambito della trade Pazos. In 7 partenze in doppio A Littell vanta una ERA di 2.05 ed un K/9 di 10.6.

 

Per Melky Cabrera invece si tratta di un ritorno a KC dopo aver trascorso nella città del Missouri la stagione 2011. 32 anni, come Garcia l’esterno sinistro è in scadenza al termine della stagione ed arriverà ad infoltire outfield e DH con la sua linea che anche quest’anno si mantiene ottima. Il giocatore infatti dopo 98 partite e 428 apparizioni al piatto batte .295/.336/.436 con una OPS di .771 e 13 fuoricampo oltre a 17 doppi e 56 rbi. Il giocatore, inoltre, è valso in questa stagione una WAR offensiva di 1.7, in linea con quelle delle ultime stagioni. Il battitore ambidestro inoltre si è proposto anche come “ammazza Indians” in questa stagione, la squadra contro la quale i Royals competono nella AL Central. Proprio il giorno prima di essere scambiato, Cabrera ha battuto 4-4 con un doppio contro l’asso della rotazione di Francona, Corey Kluber.

Nell’ambito dell’affare i White Sox ricevono il 22enne lanciatore destrorso A. J. Puckett ed il 23enne lanciatore mancino Andre Davis. Puckett è stato scelto al secondo giro del draft 2011 ed in classe A+ ha fin qui realizzato buoni numeri con una ERA di 3.90, WHIP di 1.41, K/9 di 8.1 e BB/9 di 3.8 in 108.1 IP.

Davis è stato selezionato all’ottavo giro del draft 2015 ed attualmente in classe A lancia con una ERA di 4.83 ma ottime periferiche, come una K/9 di 9.1 ed una BB/9 di 2.4.
Interessante sarà ora capire come Yost utilizzerà il nuovo arrivato. Scontata la retrocessione di Alex Gordon in panchina, Cabrera potrebbe alternarsi tra l’esterno sinistro ed il ruolo di battitore designato con Brandon Moss che molto bene sta facendo nell’ultimo mese di stagione.

 

Lo scorso 31 luglio Jonathan Lucroy, in forza ai Milwaukee Brewers, rifiutava la destinazione Cleveland per accettare, un giorno più tardi e poco prima della deadline, i Texas Rangers. Con la squadra di Arlington però Lucroy non ha avuto molta fortuna. Se da agosto a settembre le cose non erano andate davvero molto male (.276/.345/.539, 11HR e 31 RBI), una insoddisfacente postseason ha fatto crollare la sua popolarità tra i tifosi Rangers. Oggi, dopo una stagione fin qui sottotono (.242/.297/.338, 4 fuoricampo e 27 RBI in 306 apparizioni al piatto), Lucroy ha cambiato nuovamente divisa per andare ad indossare quella dei Colorado Rockies attualmente in lotta per la seconda wild card nonostante una stagione fin qui eccezionale. Lucroy torna dunque in National League nella quale è salito alla ribalta come uno dei migliori ricevitori sia difensivamente che offensivamente. In 7 anni a Milwaukee Lucroy ha battuto .284/.342/.436 con 79 fuoricampo e 387 punti battuti a casa oltre a guadagnare 2 convocazioni all’All-Star game e chiudere al 4° posto nella corsa al MVP 2014.

A Denver Lucroy, oltre a provare a ritrovarsi sia sul piatto che dietro, andrà a prendersi il ruolo da titolare e ad aggiustare una situazione complicata dove né Wolters, né Hanigan e né Garneau sono stati capaci di offrire garanzie a Bud Black.

Sarà ancora da scoprire quale sarà il ritorno in termini di prospetti per i Rangers, che nel frattempo risparmiano 1.8 milioni rimanenti sul contratto del ricevitore che sarà free agent al termine della stagione.

 

Nella notte i Cubs hanno ulteriormente rinforzato la squadra che un anno fa ha conquistato la World Series e che di ritorno dalla pausa dell’All-Star game ha perso solamente due partite ed annullato un gap di 5.5 partite con i Brewers per portarsi addirittura con 2.5 partite avanti.

Ad arrivare sono il closer Justin Wilson ed il ricevitore Alex Avila dai Detroit Tigers, in cambio dei prospetti Jeimer Candelario (sicuramente il più conosciuto ed acclamato) e dell’interno messicano Isaac Paredes. Della trattativa potrebbe farne parte anche un PTBNL (player to be named later) o in alternativa cash consideration.

Justin Wilson quest’anno ha preso possesso del ruolo di closer dati i problemi di K-Rod ed è stato l’unico rilievo a garantire tranquillità ai tifosi della squadra di Detroit. Il 29enne Wilson, mancino ed ex Pirates e Yankees, ha salvato in questa stagione 13 partite ed in 40.1IP vanta 55 strikeouts (K/9 12.3) contro 16 basi su balls (3.6) con una FIP di 3.22 ed una ERA di 2.68. Il giocatore sarà sotto controllo dei Cubs ancora per un altra stagione e si andrà ad aggiungere ad un bullpen già molto forte.

Avila, 30 anni, alle prese con diverse concussion nella sua carriera, sembra finalmente tornato a battere come nel 2011 quando a 24 anni ricevette la prima e fino ad ora unica convocazione all’All-Star game. Solido difensivamente e con molta esperienza anche in termini di postseason (34 partite in 4 anni), Avila – che attualmente batte .274/.394/.475 con 11 fuoricampo ed altrettanti doppi – andrà a dar manforte a Willson Contreras e verrà utilizzato principalmente contro i destrorsi. Per effetto dell’arrivo di Avila, il giovane prospetto Caratini potrà tornare in triplo A e continuare la maturazione in vista della prossima stagione, visto che il ricevitore veterano probabilmente non farà parte della squadra di Maddon essendo a scadenza.

Al Avila, GM dei Tigers e padre di Alex (primo GM nella storia della MLB a scambiare il suo stesso figlio), riceve dai Cubs un buon compenso: Candelario è per anni stato considerato un top prospect all’interno dell’organizzazione dei north-siders ed all’età di 23 anni vanta 16 presenze in MLB con i Cubs.

Isaac Paredes potrebbe essere invece la punta di diamante dell’affare. Il 18enne, alla sua seconda stagione da professionista, sta attualmente battendo .264/.343/.401 in classe A dove ha giocato assieme all’italiano Mineo.

Immaginatevi due dirigenti che si sono fissati per ore, tutti e due con una pistola in mano come nei più bei film western. Hanno sparato il colpo all'ultimo secondo disponibile con le porte ormai chiuse. I Texas Rangers e i Los Angeles Dodgers si sono fatti la corte per giorni, esplorando le proprie carte da giocare. I losangelini volevano Yu Darvish, il prescelto per affiancare Clayton Kershaw, mentre i texani si preparavano a ricaricare di talento il proprio vivaio.

Sembrava un affare sfumato nel nulla e invece, in un'ora di pura follia, Andrew Friedman e compagni hanno sferrato dal cilindro tre trades: due per acquistare i mancini del bullpen e una per Darvish. L'annuncio ufficiale è arrivato a tempo scaduto ed è stato riportato per primo da Ken Rosenthal di FOX Sports.

Una delle cause per cui Darvish sarebbe rimasto ad Arlington era il prezzo fissato dal general manager Jon Daniels per il suo pitcher. Il 30enne, al suo ultimo anno di contratto, ha un'ERA di 4.01 in 137 inning lanciati (22 partenze), ma è reduce dalla prestazione più brutta in MLB, quando ha subito 10 punti dai Marlins. I 20 fuoricampo concessi (media di 1.31 per 9 inning) e il rendimento altalenante hanno inevitabilmente abbassato il prezzo. Nel 2012 e nel 2013, il nipponico è stato tra i primi 10 migliori pitcher della American League con più di 200 strikeouts e un totale di 29 vittorie con un'ERA di 2.83 nel 2013 che ha completato l'ascesa del lanciatore destrorso. Poi i problemi fisici lo hanno perseguitato e nell'ultimo biennio, dopo una Tommy John surgery, ha effettuato un totale di 39 partenze, peraltro con risultati alterni.

Ad ogni modo, il potenziale di Darvish è indiscusso. La varietà dei lanci, che provoca numerosi grattacapi alle mazze e di conseguenza tanti strikeout, è rara da trovare nel resto del mondo e la sua esperienza non è da sottovalutare. Ai playoff manca l'acuto, visto che nelle sue due apparizioni ha perso contro Orioles (nel Wild Card Game 2012) e Blue Jays (in gara 2 della ALDS 2016).

Ha accolto la notizia con gioia il rookie Cody Bellinger che su Twitter ha condiviso queste parole.

I Dodgers, dominatori indiscussi della NL West, hanno voluto puntellare la rosa dei partenti, infortuni permettendo, in vista dei playoff. Clayton Kershaw in salute, Darvish, Alex Wood e uno tra i vari Rich Hill, Kenta Maeda, Brandon McCarthy e Hyun Jin-Ryu potrebbero comporre la rotazione a disposizione di Dave Roberts nelle serie contro le altre giganti della National League. Oltretutto, la battaglia nel bullpen contro Nationals e Cubs è diventata ancora più interessante con gli arrivi di Tony Cingrani e Tony Watson, i due mancini mancanti al parco rilievi dei Dodgers. Con 74 vittorie su 105 partite, i Dodgers stanno imprimendo un ritmo da squadra leggendaria che potrebbe avvicinare anche le 116 vittorie ottenute dagli indimenticati Mariners del 2001. Con questa rosa, di certo, la pressione su di loro aumenta in maniera esponenziale.

I Rangers, insicuri del loro destino la settimana scorsa, hanno deciso di cedere il loro secondo miglior lanciatore in cambiodi un trio di giovani prospetti in diversi gradi del loro sviluppo. Willie Calhoun, nessun rapporto di parentela con Kole, è un seconda base/esterno 22enne con potenziale importante al piatto. In questa stagione ha battuto 23 fuoricampo per la squadra di triplo A e in 99 partite registra una media battuta di .298. Senz'altro è la stagione più brillante fra i Minors di questo battitore mancino, selezionato nel 2015 dai Dodgers nel quarto round.

Il giovanissimo 19enne A.J. Alexy è il secondo frammento che approda ad Arlington. Milita in Class A e ha un'ERA di 3.67 in 19 partenze. Ha concesso 46 valide, 37 basi su ball e in tutto ha totalizzato 86 strikeouts. E' molto presto prevedere la sua crescita, ma sembra che ci siano gli ingredienti per diventare un lanciatore di qualità.

Brendon Davis è l'ultimo volto nuovo del vivaio texano. L'interno 20enne (ha compiuto gli anni tre giorni fa) gioca anche lui in Class A con risultati discreti. In 94 partite complessive, il suo rendimento comprende 22 doppi, 9 fuoricampo e una media battuta di .241. La tendenza a subire strikeout è alta (120 in totale), ma secondo gli scout Davis è un giocatore con margini di miglioramento e con doti atletiche importanti.   

Si è consumato così l'affare che ha sconvolto l'universo MLB perchè ormai le acque sembravano calme. La mossa della dirigenza di Los Angeles, che ha mantenuto anche i top prospects Walker Buehler (possibile debuttante a settembre) e Alex Verdugo, ha entusiasmato Magic Johnson, che ha espresso la sua euforia su Twitter.

Mentre i Red Sox rinfacciano agli Yankees di essere diventati loro i Golden State Warriors del baseball, e non la squadra di Boston come asserì il GM newyorkese Brian Cashman, i Dodgers entrano nel saloon con veemenza. Vogliono imporre la legge in MLB come i Golden State Warriors in NBA (digressione: è un paragone molto forzato) e non vogliono perdere altro tempo, perchè dal 1988 ne è passato. I magici Dodgers 2017 vogliono riportare a tutti i costi il Commissioner's Trophy a Hollywood. 

Sta agli altri sconfiggerli.   

 

Fonte foto copertina: sportingnews.com

Fonte foto articolo: Willie Calhoun in ocregister.com

 

 

 

Addison Reed in divisa Mets. Foto USA Today Sports

A vincere la trattativa per il setup man/closer dei New York Mets Addison Reed sono i Boston Red Sox. Ad annunciarlo, ancora prima delle due franchigie, è il giornalista di Yahoo! Sports Tim Brown tramite il suo profilo Twitter. A confermarlo anche i giornalisti Joel Sherman e Ken Rosenthal.

 

 

 Il rilievo dei Mets quest'anno, supplendo Familia prima per squalifica e poi per infortunio, ha collezionato 19 salvezze ed in 48 partite vanta una ERA di 2.57 con FIP di 3.15 ed una K/9 di 8.82.

Reed, considerato come uno dei rilievi più affidabili, andrà probabilmente a preparare il terreno a Craig Kimbrel come setup man e si andrà ad aggiungere ad un bullpen che per ERA è secondo in American League solamente a quello degli Indians.

Per Reed si attendono solo le visite mediche.

Ai Mets, per il giocatore in scadenza al termine di questa stagione, andranno tre giovani lanciatori: Gerson Bautista, Jamie Callahan e Stephen Nogosek secondo Alex Speier del Boston Globe. Bautista, Callahan e Nogosek sono tre dei migliori 30 prospetti all'interno del farm system Red Sox.

La morale della favola Royals, che ci sorprende ogni volta dal 2014, è quella di non arrivare a conclusioni affrettate. Erano stati condannati con gli Athletics nel Wild Card Game 2014, invece hanno rimontato. Dovevano essere facile preda della grande rotazione dei Mets, salvo poi accorgersi che era il contrario. Dovevano cedere tutti i loro pezzi più pregiati quest’anno dopo un inizio con 10 vittorie su 30 partite.

Era uno dei peggiori bilanci di aprile. Dalle critiche e le speculazioni sulla ristrutturazione Royals siamo tornati di nuovo a parlare dei Royals che lottano per i playoff. Nelle ultime 58 sfide, Kansas City ha vinto 41 volte, l’ultima a Comerica Park contro i Detroit Tigers all’inizio di un importante tour in trasferta tra Motown, Boston e Baltimore. Ci sono volute 12 riprese per scalfire la resistenza dei Tigers. Contro Justin Verlander i Royals hanno costruito un 3-0 promettente con il contributo di Jorge Bonifacio, autore del primo punto sul lancio pazzo del quarto attacco e di un fuoricampo nel sesto (terza partita consecutiva con un longball per lo slugger).

Proprio nella parte bassa dell’inning, le tigri affilano gli artigli e graffiano un buon Jason Hammel, ormai ringiovanito dopo un inizio di 2017 da incubo. Miguel Cabrera sblocca i suoi con un singolo, poi è uno dei papabili giocatori con le valigie in mano, Alex Avila, a freddare il rilievo mancino Scott Alexander con un singolo da due punti che riequilibra la partita.

A quel punto la sfida si inoltra agli extra-inning. I due reparti dei rilievi si scambiano “zeri”, senza soffrire più di tanto, visto che dal settimo al dodicesimo inning le due squadre avranno all’attivo solo una valida. I Tigers ricorrono ad una delle ultime forze a disposizione, Drew VerHagen che nelle prime due riprese difensive si comporta egregiamente grazie alla sua curva, ma cede sotto i colpi di Salvador Perez e Mike Moustakas. “Salvy” sblocca il risultato con una bordata oltre le recinzioni a sinistra. Il suo 20esimo fuoricampo non ha neanche il tempo di atterrare che "Moose" ruba il palcoscenico con un altro bolide, il suo 29esimo (a sette HRs dal record di franchigia per fuoricampo battuti in una stagione), e fissa il punteggio sul definitivo 5-3.

Kansas City mantiene le distanze dagli Indians in classifica (1.5 partite), ma oltre a gioire per il successo nel giorno del famigerato episodio del "Pine Tar Game", può avvalersi di alcuni rinforzi sul monte di lancio. Il general manager Dayton Moore ha infatti concluso una trade con i San Diego Padres che coinvolge sei lanciatori. Trevor Cahill, Brandon Maurer e Ryan Buchter approdano a Kansas City in cambio dei mancini Matt Strahm e Travis Wood e del prospetto 18enne Esteury Ruiz.

Il bullpen dei Royals, che ha un’ERA di 2.19 nel mese di luglio ed è uno dei tre parchi rilievi più continui della MLB da inizio giugno, riceve due rinforzi interessanti, che per la prima volta in carriera affronteranno inning importanti, che pesano sull’esito di una stagione. Ryan Buchter ha 30 anni, ha vissuto una carriera da mediano e da domani vivrà per la prima volta da vicino una Pennant Race. Il mancino è apparso in 42 occasioni quest’anno, registrando un’ERA di 3.05. Buchter, sotto contratto fino al 2021, sta rendendo molto bene per la seconda stagione consecutiva. Buchter è stato uno dei “traghettatori” dei Friars prima di arrivare al closer Brandon Maurer, il quale dovrà cambiare ruolo con i Royals (ipotesi: uomo dell’ottavo inning conteso con Joakim Soria). Il potente destrorso, capace di eliminare molti battitori con la combinazione fastball-slider, ha ottenuto 20 salvezze su 23 nel 2017.

Sarà invece un partente il journeyman Trevor Cahill che in 11 partenze ha ottenuto un’ERA di 3.69, mostrando sprazzi dei suoi trascorsi ad Oakland, dove è stato uno degli assi della rotazione dal 2009 al 2011. Una chiave per il suo successo è senz’altro il 56% di groundballs generate dai suoi lanci, poiché se la sua sinker non fa questo effetto, i battitori avversari producono contatto solido. Cahill prenderà il posto dell’infortunato Nathan Karns nell’ultimo posto della rotazione.

A San Diego vanno Travis Wood, in cerca di una terza giovinezza dopo una pessima stagione sino ad ora. Anche Matt Strahm si è affacciato in MLB quest’anno (2-5, 5.45 ERA), ma è fuori gioco per il resto di quest’annata per una frattura al ginocchio. Tuttavia, potrebbero essere due acquisizioni in funzione del 2018 con i due mancini che potrebbero competere per un posto nel bullpen oppure, nel caso di Wood, per la rotazione. Per l’ex Cubs potrebbe essere ripetibile il percorso di Clayton Richard, che quest’anno è stato schierato in pianta stabile nella rotazione.

Decisamente più sconosciuto il middle infielder Ruiz che a livelli di Rookie League ha una media battuta di .419 in 21 partite giocate.

Forti di una striscia di sei vittorie consecutive e dei nuovi innesti, i Royals proveranno ad estendere il momento positivo martedì sera, quando un matchup di lusso tra Michael Fulmer e Danny Duffy andrà in scena a Comerica Park.

 

Fonte foto copertina: fox4kc.com

Fonte foto articolo: upi.com

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