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Dom, Nov

Il contratto collettivo di lavoro, noto anche come Collective Bargaining Agreement (CBA), ha ratificato l’intenzione della MLB di organizzare a Londra alcune partite della stagione regolare nell’arco dei prossimi cinque anni. Assieme a Londra sono destinazioni probabili anche il Giappone, Puerto Rico, Rep. Dominicana ed il Messico. Proprio sotto l’albero di Natale emerge un interessante contributo da parte di Micheal Silverman del Boston Herald che svela uno scenario interessante: esisterebbe infatti una concreta possibilità di vedere all’Olympic Stadium di Londra (o in un’altra struttura della capitale britannica) l’epica sfida tra New York Yankees e Boston Red Sox. Nel report sopracitato pare che sia il proprietario dei BoSox John Henry sia quello dei Bombers Hal Steinbrenner abbiano discusso di tale possibilità negli ultimi due anni. Il presidente dei Red Sox Sam Kennedy ha dichiarato recentemente “che gli piacerebbe veramente tanto organizzare la sfida a Londra.” Anche Randy Levine ha ribadito il medesimo concetto, affermando che giocare con i Red Sox sarebbe un evento speciale ed unico. Va detto che sia Kennedy sia Levine, come ricorda Silverman, fanno parte del comitato internazionale della MLB e potrebbero dare una spinta significativa all’iniziativa della lega.

Come è già stato sottolineato più volte, l’organizzazione di tali partite non sarà semplice: giocando in Europa verrebbero infatti a mancare gli incassi della partita in patria ed il lungo viaggio necessario per andare e tornare non è elemento da sottovalutare soprattutto per stabilire il periodo e la lunghezza della permanenza nella capitale britannica. Sul primo punto i Red Sox hanno già avuto esperienza nel 2008, quando giocarono a Tokyo contro gli Athletics. Una soluzione potrebbe essere dunque quella di portare una squadra del “big market” ed un’altra che ha ricavi inferiori, ma ciò significherebbe rinunciare a priori a Red Sox-Yankees. Un’altra possibilità che pare esser stata paventata dalle autorità della MLB, secondo Silverman, è la ricerca di alcuni sponsor che possano compensare le spese legate alla trasferta.

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Sul secondo aspetto la risposta non è chiara. L’inizio della stagione oppure i giorni vicini all’All-Star Game potrebbero essere due opzioni, ma soprattutto nel primo caso c’è il rischio che altri eventi più seguiti in Gran Bretagna oscurino l’approdo della MLB, oltre alla variante pazza del meteo. Oltretutto, va valutata un’altra possibile conseguenza nel caso in cui nel 2018 si organizzi un matchup tra Red-Sox e Yankees a Londra. Visto che le intenzioni della Major League Baseball non sono quelle di apparire una sola volta sulle rive del Tamigi, presentarsi alla prima occasione con due squadre dal grande blasone e con una sfida sempre ricca di emozioni potrebbe essere un’arma a doppio taglio. Forse la risonanza sarebbe maggiore e l’esperimento si rivelerebbe un successo.

Ma cosa succederebbe con le compagini che arriverebbero in Gran Bretagna negli anni successivi? Non è da escludere un calo di seguito immediato. Il vice-presidente della crescita e dello sviluppo della MLB Chris Park spiega così al Boston Herald: “Se un ente di intrattenimento porta un super-evento, con tanto richiamo, la prima volta, cosa può succedere nei passi successivi? Se fosse una sola visita allora guarderemmo la situazione con un altro punto di vista, ma se vogliamo fissare le radici ed istituire una sorta di cultura bisogna considerare molto bene la nostra strategia di marketing.” Nei piani della lega potrebbe esserci comunque l’intenzione di far giocare i Red Sox a Londra, perché la cordata di John Henry, il Fenway Sports Group, è anche proprietaria del Liverpool Football Club.

Ricordiamo che anche i Mets erano stati associati alla possibilità di un viaggio a Londra dopo la visita del sindaco di Londra nella Grande Mela a fine settembre. Abbandonando le ipotesi suggestive, è abbastanza sicuro, a patto di clamorosi colpi di scena, che la MLB non organizzerà alcuna partita in Europa nel 2017, anche perché il baseball avrà la sua vetrina internazionale con il World Baseball Classic nel prossimo mese di marzo. Pertanto l’obiettivo più plausibile pare essere il biennio 2018-2019. Come ribadisce l’autore dell’articolo del Boston Herald, la decisione è tutt’altro che imminente, in parte a causa dell’organizzazione del WBC in parte poiché le discussioni non sono in fase avanzata. Vedremo gli sviluppi, ma intanto sognare Red Sox e Yankees che atterrano a Heathrow e si affrontano in un campo di Londra non è più vietato.

Il link all’articolo sul Boston Herald: http://www.bostonherald.com/sports/red_sox/2016/12/red_sox_yankees_pushing_for_dream_matchup_in_london

Fonte foto USA Today

I Cardinals sono entrati in offseason con l’intenzione di migliorare la propria difesa, a partire dalla necessità di un esterno centro di qualità. Il prescelto è stato Dexter Fowler, fresco campione del mondo coi rivali Cubs, che a 30 anni ha firmato un ricco contratto da 16.5 mln a stagione per 5 anni. Fowler non è un difensore d’élite, ma è un giocatore solido e l’anno scorso, giocando in una posizione più profonda del solito, ha giocato la sua migliore stagione dal punto di vista difensivo. Oltretutto l’addio di Holliday, accasatosi agli Yankees, permette a St. Louis di spostare Randal Grichuk sull’esterno sinistro e di ottenere in tal modo un upgrade notevole nella posizione. Con queste mosse St. Louis ha sicuramente raggiunto l’obiettivo di migliorare l’outfield.

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Tolto l’aspetto difensivo, quale sarà l’apporto di Fowler nell’attacco dei Cardinals e come verrà ridisegnato il lineup da Matheny? Lo switch-hitter è uno dei migliori leadoff della lega e nel 2016 ha messo insieme i migliori numeri della sua carriera (.276/.393/.447). D’altro canto i Redbirds possono contare già su Matt Carpenter, altro grande primo battitore, che l’anno scorso ha messo insieme numeri simili a quelli di Fowler (.271/.380/.505). In un ipotetico duello per il posto di leadoff, il neo-acquisto è comunque in largo vantaggio. La sua capacità di arrivare in base - l’anno scorso è stato il battitore che ha girato meno lanci fuori dalla zona di strike di tutta l’MLB - si unisce ad un eccellente baserunning, vero punto debole dell’attacco dei Cardinals versione 2016. La maggiore potenza di Carpenter e la sua scarsa vena sulle basi (0 basi rubate contro le 13 di Fowler) lo fanno scivolare più giù nell’ordine, ma una certa sofferenza a battere nel cuore del lineup (solo .222 di AVG battendo terzo l’anno scorso) e una tendenza a battere molti doppi, lasciano presagire perlopiù un suo utilizzo da secondo. Se dovessero confermarsi sui consueti livelli, Fowler - Carpenter rappresenterebbero un uno-due micidiale per ogni lanciatore avversario.

Intuire il resto dell’ordine di battuta è più complesso. Al terzo posto potrebbe esserci Aledmys Diaz, rivelazione dell’anno scorso, capace di avere costanza al piatto e una discreta potenza (.300/.369/.510; 17HR). L’interbase l’anno scorso ha però battuto nettamente meglio contro i lanciatori destrorsi (.317 vs RHP, .256 vs LHP) mentre Carpenter riesce a battere indifferentemente dal lanciatore. Per questo Carpenter può rivelarsi, grazie alla sua versatilità, il “secret weapon” del lineup di Matheny. Non potendo contare su un vero e proprio slugger, il quarto in battuta dei Cards sarà il giovane Stephen Piscotty, che abbina una potenza crescente (16HR) e una grande abilità di battere nei momenti decisivi, testimoniata dalla media battuta di .363 con i corridori in posizione di punto. Molina, che ha battuto .300 l’anno scorso, seguito dalla potenza di Grichuk, sembrano le soluzionei migliori per il numero 5 e il numero 6 del lineup. Le ultime due posizioni se le contendono tre giocatori: Kolten Wong, Jedd Gyorko e Jhonny Peralta. Il primo è il migliore difensore su cui St. Louis può contare e per questo, nonostante l’inconsistenza offensiva dell’anno scorso, sarà una pedina fondamentale di una squadra che ha disperato bisogno di migliorare il proprio diamante. Gyorko, leader in HR l’anno scorso, e Peralta, si contenderanno la terza base e conseguentemente l’ultimo spazio disponibile nel lineup.

In conclusione, Mozeliak e i tifosi dei Cards si aspettano una squadra ben diversa offensivamente da quella dell’anno scorso. Passare dall’avere nel lineup Holliday e Moss a Fowler e Wong può aiutare i Cards ad aggiungere al suo attacco l’atletismo che è del tutto mancato la scorsa stagione. Difficilmente potrà bastare per contendere la division ai Cubs ma si spera possa essere sufficiente per tornare in postseason, dopo che il 2016 si è concluso nella maniera più amara possibile: ad una sola vittoria dall’obiettivo.

Fonte foto: outsidepitchmlb.com

Ender Inciarte e gli Atlanta Braves hanno raggiunto un accordo su un nuovo contratto che legherà l'esterno destro alla franchigia della Georgia per i prossimi cinque anni. Il 26enne guadagnerà almeno 30 milioni più gli incentivi. L'accordo comprende anche un'opzione per un sesto anno. Il venezuelano diventerà dunque free agent almeno dopo la stagione 2021. Un passo importante verso il futuro da parte dei Braves che avevano acquistato il giocatore nel mercato scorso nella trade per Shelby #Miller con i Diamondbacks.

Inciarte ha dimostrato nel 2016 di essere un giocatore con ampi margini di miglioramento. Sul lato difensivo parliamo di uno dei cinque migliori difensori della lega, mentre in attacco il battitore mancino ha confezionato due stagioni positive,in cui ha registrato una media battuta totale di .297 in 263 partite. Rispetto al 2015, Inciarte è riuscito a guadagnare anche qualche base su ball in più che per un leadoff hitter non guasta mai, perchè consente ai battitori successivi di avere più spesso qualcuno in base. In vista del 2017 il nativo di Maracaibo occuperà la zona degli esterni assieme a Matt #Kemp e Nick #Markakis. Il contratto arriva pochi giorni dopo l'estensione del contratto del center fielder dei Phillies Odubel Herrera.

Fonte foto heavy.com - Gettyimages

Il nostro General Manager Sandy Alderson sta trascorrendo il suo tempo nel Maryland, tra una battuta di pesca e l’altra, provando a gettare le basi per potenziali occasioni future e analizzando paziente il mercato MLB. Come un pescatore in attesa. Per i pescatori le uniche virtù sono: pazienza, tolleranza e umiltà. Il pescatore attende con pazienza il momento giusto rimanendo anche lunghi periodi sullo stesso tratto di fiume o di mare. Se sei preoccupato perché i tuoi progetti non hanno dato i loro frutti, continua a rimanere concentrato e attendi il momento giusto. La pazienza è una virtù rara e accomuna le persone che hanno ottenuto successo nella vita e nel business. Nessuna fretta e vedrai che i risultati arriveranno. Sandy Alderson è questo: stiamo entrando nel settimo anno del suo mandato e ogni sessione di mercato l’ha affrontata a mente sgombra. Come il miglior lanciatore di baseball, guarda la pallina, si concentra sulla traiettoria da farle fare e poi si imprime la forza che si desidera. Con sicurezza e determinazione. A pesca si lancia la lenza poi ci si concentra sul galleggiante. Non si lancia la lenza così a caso.

La missione principale dei Mets ai Winter Meetings è rimasta forse insoddisfatta perchè il GM Sandy Alderson e il suo staff hanno discusso con diversi club, ma per ora il campo esterno rimane in eccedenza e troppo costoso, con Jay Bruce in particolare ancora a libro paga: Rangers, Blue Jays e Orioles, hanno mostrato un tiepido interesse per lui. Più interesse ha suscitato Curtis Granderson, ma i Mets sono riluttanti a scambiarlo, sia per la versatilità che offre alla squadra, in campo che nel lineup, sia perchè è ormai pienamente dentro l’organizzazione, considerato un leader e un uomo da cui è difficile staccarsi aldilà del rendimento in campo. Vi chiederete: perchè siamo arrivati a dover per forza cedere un esterno? "E’ come comprare una nuova casa senza vendere la tua vecchia", ha detto Alderson. "A volte ti trovi in difficoltà nella fase di transizione e non è un buon posto dove stare”. La risposta quindi ce l’ha data proprio Sandy. Prima di tutto c’è un monte ingaggi, il famoso salary cap (al di sopra del quale è previsto il pagamento di una tassa), da rispettare. Noi, col passare delle stagioni, siamo arrivati ad innalzarlo fino ai 140 milioni dello scorso anno e questo sembra essere il punto massimo della nostra proprietà.

Al momento, con le rifirme onerose di Walker e soprattutto di Cespedes, il nostro salario complessivo è di circa 150 milioni e proprio Sandy Alderson qualche giorno fa, ha dichiarato che è destinato a scendere. Un altro fattore è l’abbondanza di esterni che abbiamo e la possibilità di dare ai nostri giovani delle chances: è evidente che con Bruce e Grandy insieme, Conforto e Nimmo potrebbero addirittura iniziare la stagione a Vegas perchè non avrebbero spazio nel lineup. Col rientro di Lagares a tempo pieno, Cespedes confermatissimo a sinistra e appunto Granderson e Bruce, già avremmo 4 giocatori per 3 posti. Se poi consideriamo che la parola chiave per il prossimo anno oltre che “salute” dovrà essere “versatilità” con anche Reyes che potrebbe essere impiegato in campo esterno visto il rientro di David Wright in 3B, il surplus di giocatori sarebbe eccessivo e creerebbe una difficoltà di configurazione e affollamento generale anche al nostro coach Terry Collins.

Ovviamente parliamo a bocce ferme e sperando che la season tremenda a livello di infortuni dello scorso anno ci dia una tregua. Oggi insomma la situazione è questa: snellire il roster con la partenza di Bruce.

Detto questo, non siamo fermi, anzi. Si cercano uno/due rilievi per il bullpen che compensino o magari migliorino gli addii di Salas e Blevins. Qui il discorso diventerà più definito man mano. Non dimentichiamoci che attendiamo la sentenza su Familia per violenza domestica (il caso è stato archiviato) che potrebbe tenere il nostro closer lontano un mese come nel caso di Chapman. Reed prenderà il suo ruolo ma ovviamente servono rilievi in grado di aiutare dal 6/7 inning in poi. Tutti gli acquisti comunque, anche eventuali aggiunte a sorpresa, non saranno un'opzione fino a quando non si sbloccherà la vicenda Bruce. Da fonti che abbiamo, la preferenza di Sandy Alderson sarebbe un accordo per cedere Bruce in cambio di prospetti e non, come erroneamente viene scritto, per uno o due rilievi. Il bullpen c’è fiducia di completarlo con qualche free agent e magari non con contratti pluriennali: non vogliamo fare nomi ma Boone Logan potrebbe essere un’opzione. I Winter Meetings sono un involucro, un negozio di baseball dove si viene e si va. E’ vero che non abbiamo ricavato nulla ma ci sono stati colloqui e magari si sono poste le basi per i giorni a venire. "Penso che abbiamo gettato alcune basi, come si suol dire e ho avuto delle conversazioni che continueranno quando torneremo a New York" ha detto Sandy. Il più lo avevamo fatto prima. Dopo tutto, Yoenis Céspedes e Neil Walker, due obiettivi principali dei Mets questo inverno, sono stati due affari chiusi prima dell'inizio delle riunioni a Washington.

Le analisi sul roster sono ad ogni modo premature. Non è ancora il tempo giusto. Le faremo. Oggi però dobbiamo imparare da Sandy. Essere pazienti come un pescatore.

Alla fine della giornata sarà una pesca fruttuosa.

All’una e mezza circa di questa notte il reporter Jon Heyman aveva twittato che tre erano le squadre a spingere con l’agente Kinzer per Edwin Encarnacion: Indians, Oakland Athletics ed una terza squadra “misteriosa”, forse i Rangers (ma avevano già fatto sapere più volte di non avere i mezzi per raggiungere un accordo con il giocatore) oppure i Rockies (che hanno già firmato Desmond e sono sempre apparsi più inclini ad ottenere Trumbo piuttosto che il 34enne dominicano). Più tardi le conferme: Encarnacion non sarebbe finito né ai Red Sox (che lo avevano di fatto rimpiazzato con Moreland), né agli Yankees che sembrano aver sistemato il posto riservato al DH con l’acquisizione di Matt Holliday. Anche i Blue Jays erano ormai fuori dalla corsa al loro ex DH dopo che lo stesso aveva rifiutato, ad inizio offseason, prima una qualifying offer da 17,2 milioni di dollari e poi una offerta di 4 anni per 80 milioni di dollari. I canadesi infatti avevano reagito prima firmando Kendrys Morales per 3 anni a 33 milioni di dollari ed infine il platoon hitter Steve Pearce con un contratto biennale.

Per Encarnacion, rimasto vittima dell’evolversi di un mercato che oggi preferisce premiare i rilievi piuttosto che gli sluggers, era ormai arrivato il momento di prendere una decisione perché gli Indians stavano facendo sul serio (con diverse opzioni ancora da vagliare come il favorito Mike Napoli e Chris Carter) e perché gli Oakland A’s, come riportato dalla giornalista Susan Slusser, non andavano oltre una offerta di due anni con opzione per il terzo. Poco economico per il campione ex Reds, decisamente vantaggioso invece per la franchigia gestita da Billy Beane sempre alle prese con necessità di bilancio. Verrebbe quasi da pensare che la terza squadra in realtà fosse un bluff dello stesso Kinzer dato che poco più di un’ora dopo l’iniziale tweet, alle 2.46 della notte italiana lo stesso Jon Heyman dava l’annuncio: Gli Indians si assicurano i servizi del miglior battitore della piuttosto povera classe di free agents della offseason 2016-2017 e ad un prezzo decisamente vantaggioso: 3 anni per 60 milioni di dollari, 65 milioni se consideriamo il buyout di cinque milioni al termine dell’anno che verrà esercitato nel caso in cui gli Indians dovessero rifiutarsi di reclamare l’opzione su un eventuale quarto anno, fissato a 25 milioni di dollari. A riportare i dettagli contrattuali è stato Ken Rosenthal di Fox Sports.

Raggiungendo Encarnacion, gli Indians soddisfano l’unica necessità di questa offseason, ovvero un battitore, possibilmente destrorso, da far giocare come cleanup nel lineup di Terry Francona. E non un giocatore normale, ma un battitore designato capace di colpire 193 fuoricampo nelle ultime 5 stagioni (totalizzando in media 39 fuoricampo l’anno), capace di guidare la squadra ad una nuova World Series e di richiamare l’attenzione dei tifosi per una squadra che la scorsa stagione ha chiuso nelle ultime tre posizioni per presenze medie allo stadio. Encarnacion agli Indians vuol dire anche che la tribù è pronta appunto per incrociare le spade con i Red Sox (altra squadra regina del mercato) per il pennant American e per la possibilità di tornare al Fall Classic contro i favoriti Cubs. Sono proprio gli Indians infatti ad essere i favoriti per un nuovo successo nella American League Central che vede i White Sox smantellare l’organico ed i Twins ancora troppo lontani. Anche Royals e Tigers potrebbero decidere di lasciar partire qualche pezzo pregiato, risollevare il payroll e guadagnare prospetti interessanti dai quali ripartire. L’ex stella dei Blue Jays si aggiungerà ad una squadra che per il 2017 vedrà il ritorno di Michael Brantley assieme a quello dei partenti Carlos Carrasco e Danny Salazar, tre elementi che sarebbero serviti eccome durante la serie da sette partite giocata contro i campioni di Chicago. Interessante sarà ora vedere come evolverà il mercato degli Indians. Come detto, quella del 1B/DH era l’unica necessità reale nel roster. Adesso la squadra di Francona potrebbe decidere di operare un nuovo movimento per l’esterno centro (dove si sente ancora la mancanza di Rajai Davis) oppure cedere qualche pezzo per ossigenare un payroll che con gli arbitrati potrebbe sfondare i 120 milioni di dollari.

L’università è il luogo della decisione. Non solo si decide il percorso professionale, negli States la scelta può anche riguardare lo sport da praticare. Il College Football ha una risonanza notevole fra gli studenti. Lo spirito di appartenenza è ciò che contraddistingue queste partite. A Notre Dame il giocatore di football diventa un Fighting Irish che lotta per il nome del proprio college. C’è una banda che tifa per te, poi ci sono le prime interviste televisive… Ma al momento dell’ultima decisione, la realtà incombe ed anche per un membro chiave di una squadra di football potrebbe arrivare il momento di cambiare aria. Nel 2007, Jeff Samardzija decise di convertirsi al baseball dopo un paio di anni intensi all’università di Notre Dame come giocatore di football. Il lanciatore, attualmente in forza ai Giants, non è più l’unico che da Notre Dame ha preferito il baseball al football.

Pochi giorni fa, il capitano della squadra di college football della rinomata accademia ha annunciato il suo sorprendente passaggio nel baseball professionistico. La personalità “incriminata” è quella di Torii Hunter Jr., che pone fine ad una carriera di college football travagliata dagli infortuni (un trauma cranico ad inizio stagione ha compromesso la sua ultima stagione). Il nome non vi suona nuovo? Il soggetto di questo articolo è il figlio del nove volte All-Star Torii Hunter, ex Twins, Angels e Tigers, anche noto per aver rubato un fuoricampo a Barry Bonds in un All-Star Game e per non essere riuscito a negare il grande slam del pareggio a David Ortiz nella gara 2 della ALCS 2013.

Torii Hunter Jr., 21 anni, ha annunciato sul suo profilo Twitter che, dopo aver ottenuto la laurea in Management delle tecnologie dell’informazione, ha deciso di intraprendere la carriera di giocatore di baseball. “È difficile da credere che il mio tempo a Notre Dame sia già finito” ha commentato il giocatore. “L’università mi ha dato tutti i mezzi necessari per passare alla nuova fase della mia vita.” Hunter entrerà a far parte del vivaio degli Angels, che lo avevano selezionato nel 23esimo round del Draft 2016. La base non è delle più solide. La sua carriera a Notre Dame sul diamante è stata difatti breve e poco rilevante. Si registrano solo due valide in 11 turni di battuta ed una serie di apparizioni come pinch-runner. La decisione del nativo di Prosper potrebbe essere definita come un salto nel buio, ma nella vita quando si ha al 100% la certezza che la decisione presa sia quella giusta?

Il baseball avrà un nuovo Torii Hunter nel suo universo, dopo che Torii Hunter Sr. si era ritirato l’anno scorso con la sua amata casacca dei Twins. Non resta che augurare un buon viaggio nella dimensione della MiLB al figlio d’arte.

Dove la fama e le interviste scarseggeranno e la competizione sarà feroce.

Non manca neanche questa settimana il consueto appuntamento con gli aggiornamenti sul World Baseball Classic 2017. Andiamo a vedere le notizie più interessanti: Brandon Crawford ed Andrew Miller confermati – Secondo Jim Leyland, l’interbase dei Giants Brandon Crawford ha confermato la sua presenza al WBC. L’ex manager dei Tigers, che affrontò il giocatore nella World Series 2012, ha anche confessato a Jon Morosi che Crawford è uno dei suoi giocatori preferiti. Sarà interessante dunque vedere se sarà lui ad avere la titolarità a dispetto di Corey Seager, altro candidato. Nel bullpen pare sempre più probabile l’adesione di Andrew Miller, mentre negli ultimi giorni si è aggiunto il nome di Jake McGee, mancino dei Rockies. Hanno declinato l’invito Zach Britton (Orioles) e Mark Melancon (Giants).

Italia con Conforto e Nimmo? – Interessante tweet dell’insider dei Mets Anthony diComo segnala che sia Micheal Conforto sia Brandon Nimmo sono tra i potenziali partecipanti del WBC per i Mets. Sembra che le due parti siano in contatto, ma non è chiaro se prenderanno parte alla competizione. Va sottolineato che entrambi gareggiano per un posto nel roster di inizio stagione per i newyorkesi, quindi è plausibile la possibilità che per questo motivo decidano di lavorare di più nel campo di Spring Training piuttosto che nel World Baseball Classic. I Rangers bloccano quattro giocatori? - Secondo la rivista Sport America, i Texas Rangers avrebbero inoltrato una richiesta alla MLB, in cui chiedono di non approvare la partecipazione al WBC di Yu Darvish, Elvis Andrus, Robinson Chirinos e Shin-Soo Choo a causa dei loro infortuni passati. Sta alla lega decidere in questo caso. Se la richiesta fosse rifiutata saranno i giocatori a scegliere. Va detto che tra questi non è incluso Jurickson Profar, nonostante i tanti infortuni che lo hanno colpito negli ultimi anni. Lawrie assente, Micheal Saunders c’è – Novità sul fronte Canada con l’attuale free agent Micheal Saunders che, secondo una fonte di Jon Morosi, avrebbe confermato la sua partecipazione al World Baseball Classic. Come ha riportato due giorni fa Scott Campbell di Sportsnet.ca, Brett Lawrie dei White Sox ha rifiutato l’invito.

Ryan Braun non sarà presente – Membro del roster di Team USA nel 2013, Ryan Braun ha deciso di rinunciare al WBC 2017, in cui avrebbe potuto giocare anche per Israele. Puig out – Arriva la conferma alle voci delle ultime settimane. Yasiel Puig non ci sarà né per Cuba né per il Messico. Puerto Rico con Alex Claudio – Un rilievo in più è noto per i portoricani che schiereranno Alex Claudio, mancino dei Rangers. Le star del WBC sono a Puerto Rico – A proposito di Puerto Rico, una comitiva di giocatori della MLB, capeggiata dai padroni di casa Carlos Beltran, Javy Baez, Edwin Diaz e Francisco Lindor, è approdata a San Juan (Puerto Rico) per commemorare la figura di Roberto Clemente. Anche Chris Archer, Alex Colome, Oliver Perez, Jose Altuve, Jose Quintana e Fernando Rodney sono atterrati sull’isola questo fine settimana.

Foto da twitter.com

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