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Arizona Diamondbacks - Atlanta Braves - Baltimore Orioles - Boston Red Sox - Chicago Cubs - Chicago White Sox - Cincinnati Reds - Cleveland Indians - Colorado Rockies - Detroit Tigers - Houston Astros - Kansas City Royals

Los Angeles Angels - Los Angeles Dodgers - Miami Marlins - Milwaukee Brewers - Minnesota Twins - New York Mets - New York Yankees - Oakland Athletics - Philadelphia Phillies - Pittsburgh Pirates - San Diego Padres

San Francisco Giants - Seattle Mariners - St.Louis Cardinals - Tampa Bay Rays - Texas Rangers - Toronto Blue Jays - Washington Nationals

FREE AGENCY

 

 

Arizona ARIZONA DIAMONDBACKS
Manager: Chip Hale GM: Dave Stewart
ACQUISTI
LANCIATORI (PARTENTI) GIOCATORI
Nome Da Età L/R GS IP ERA Nome Da Età G .AVG .OPS RBI HR
            Chris Herrmann (C) MIN 27 45 .146 .486 10 2
                         
                         
                         
                         
LANCIATORI (RILIEVI)              
Nome Da Età L/R G IP ERA              
                         
                         
                         
                         
CESSIONI
LANCIATORI (PARTENTI) GIOCATORI
Nome A Età L/R GS IP ERA Nome A Età G .AVG .OPS RBI HR
Jhoulys Chacin - 27 R 4 26.2 3.38 Jarrod Saltalamacchia (C) - 30 79 .225 .745 24 9
Jeremy Hellickson PHI 28 R 27 146.0 4.62 Jamie Romak (OF) - 30 12 .333 .842 1 0
Allen Webster PIT 25 R 5 31.0 5.81              
                         
                         
LANCIATORI (RILIEVI)              
Nome A Età L/R G IP ERA              
David Hernandez - 30 R 40 33.2 4.28              
                         
                         
                         

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La buona prestazione di Boyd non ha trovato il giusto sostegno dall’attacco

Final 1 2 3 4 5 6 7 8 9 R H E
Detroit 0 0 0   0 0 0   0 0 0   0 7 0
Chi White Sox 0 1 0   0 1 0   0 0 x   2 8 0

W: M. Gonzales (3-6)  L: M. Boyd (5-3) S: D. Robertson (34)

Questa volta non ci sono stati eroi. Justin Upton ha battuto una sola valida, lo stesso dicasi per Miguel Cabrera. Victor Martinez ultimamente è solo l’ombra di se stesso. JD Martinez ha dato l’impressione di rimettere in Tigers in partita con una battuta che ha rasentato il palo di foul e ritenuto in un primo momento un fuoricampo per poi essere chiamato foul dopo il replay. JDM ha finito il turno battendo valida. E nessun altro del lineup è riuscito a realizzare una valida quando serviva in una gara che ha visto i White Sox vittoriosi per 2-0. Era prevedibile  che un attacco tremendamente efficiente nelle ultime settimane

prima o dopo sarebbe andato in letargo per una sera, e quella sera è arrivata. Le mazze di Detroit semplicemente sono state messe a tacere dal partente Miguel Gonzales e da un gruppo di rilievi che le ha limitate a sette valide.

Non è che i Tigers non hanno avuto le loro occasioni, anzi, ne hanno avute di diverse. Nel terzo una base su ball di Romine è stato seguita da una valida di Maybin con un eliminato. A Iglesias non è stata concessa la base su un evidente quarto ball finendo per battere una corta volata a destra che Avisail Garcia, il quale sembra giocare particolarmente bene contro i suoi ex compagni, ha catturato in corsa e tirato in prima eliminando Maybin che si era troppo allontanato dalla base. Il prossimo battitore era Miguel Cabrera.

JD Martinez e McGehee hanno battuto valida con un eliminato nel settimo ponendo così fine alla gara di Gonzales con 91 lanci. Il mancino Dan Jennings lo ha sostituito e ha concesso la base a Saltalamacchia su quattro lanci riempiendo le basi. Con un rilievo mancino sul monte, Ausmus ha optato per JaCoby Jones di battere al posto di Romine. I Tigers sanno che Jones è ancora un lavoro in progresso e può facile preda degli avversari, ma le sue buone prestazioni precedenti contro Chicago hanno convito Ausmus di prendere il rischio. Dopo essere stato in vantaggio 2-0 nel conteggio, Jones ha girato a vuoto su tre fastball per il secondo out, e Nate Jones ha lasciato al piatto Maybin per chiudere l’inning dopo essere entrato al posto di Jennings. E così è svanita la seconda buona occasione.

Per un attimo era sembrato che JDM avesse iniziato il nono con quello che poteva essere un punto per i Tigers quando la palla ha sfiorato il palo di foul, giudicato buona in un primo momento, per poi essere rettificato foul ball successivamente al replay. Martinez ha poi battuto valida. Justin Upton, che nelle ultime due gare ha battuto due fuoricampo decisivi ai fini del risultato, era il prossimo battitore riaccendendo le speranze per Detroit. Questa volta invece è rimasto al piatto. Erik Aybar ha reso le cose interessanti guadagnandosi la base posizionando corridori in prima e seconda con un eliminato. Saltalamacchia è stato eliminato su debole volata sul prima base Abreu, e Tyler Collins, che aveva battuto un fuoricampo contro D. Robertson lo scorso 24 luglio, questa volta ha girato a vuoto sul terzo strike ponendo fine alle speranze di rimonta.

E’ stata un dura sconfitta, non solo perché si avevano migliori aspettative, ma anche perché ha guastato la buona prestazione di Matt Boyd che convince sempre di più di essere pronto per un posto nella rotazione per il 2017. Boyd ha lanciato bene per sette riprese inducendo l’attacco di Chicago a battere in tre doppi giochi, oltre a uno mancato perché il tiro ha colpito il braccio del corridore in scivolata, commettendo, però, un paio di errori. Una curva rimasta alta è stata battuta nelle tribune a sinistra da Jose Abreu nel secondo inning dopo un turno di 9 lanci. I White Sox hanno segnato ancora nel quinto  sul doppio di Coats seguito dalla valida di Narvaez. La linea finale di Boyd è stata di 2 punti, 8 valide, 1 base su ball con 6 strike out per un totale di 108 lanci.

L a buona prova di Boyd certamente ha dimostrato perché merita un posto nella rotazione con la sua quinta prestazione di qualità, ma con il rientro di Zimmermann che lancerà Gara 2 sabato contro gli Orioles, la rotazione sembra essere abbastanza affollata, il che significa che probabilmente Boyd è candidato per il bullpen che vedrà l’aggiunta anche di Mike Pelfrey attivato dalla lista infortuni.

I Tigers hanno perso una buona occasione per guadagnare terreno sugli Indians sconfitti dagli Astros, mentre Baltimore, vittoriosa sui Rays, è tornata solitaria a occupare la seconda posizione nella classifica della WC con Detroit a seguire di una gara.

Per Anibal Sanchez (7-13; 5,70), potrebbe essere una delle ultime apparizioni come partente quest’anno in concomitanza con il ritorno di Zimmermann. Nelle ultime due apparizioni Sanchez ha raggiunto i 90 lanci senza finire la sesta ripresa. In quattro apparizioni contro i White Sox, due da partente, Sanchez ha un record di 1-1 con un PGL di 3,60.

Jose Quintana (11-10; 3,05) sarà il partente per i White Sox nella finale Gara 3 della serie. Quintana è reduce da una deludente prestazione contro i Twins in cui ha concesso 7 punti e 7 valide in 5 riprese lanciate compresi due fuoricampo. 

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Si può sottovalutare una squadra che ha toccato l'astronomica cifra di 300 M$ di payroll nella scorsa stagione? A quanto pare è questo il destino dei Dodgers per i prossimi mesi, che dopo un'importante ristrutturazione del roster sembrano doversi accontentare del ruolo di "possibile sorpresa" nella prossima stagione. Dopo le cocenti delusioni degli ultimi anni il mondo della MLB sembra aver perso fiducia nel team di Los Angeles, che dovrà combattere contro Arizona e San Francisco (entrambe uscite enormemente rinforzate dal mercato) per ottenere il quarto titolo divisionale consecutivo. Eppure, il roster dei Dodgers è ancora estremamente competitivo e con qualche ritocco, il Front Office composto da Friedman, Zaidi e Anthopoulos potrebbe regalare al neo allenatore Dave Roberts un roster estremamente bilanciato, efficacie e molto meno costoso. 

Dopo aver deciso di non accontentare le faraoniche richieste di Zack Greinke, finito alla corte dei D'Backs, ed aver visto firmare Johnny Cueto e Jeff Samarzdjia con gli arci rivali di San Francisco, i Dodgers hanno scelto di rinforzare la propria rotazione con due innesti importanti ed intelligenti, Scott Kazmir e Kenta Maeda. Il mercato di LA sembrava però iniziato con un affare strepitoso, la trade con i Reds che avrebbe portato Aroldis Chapman a Chavez Ravine, ma le accuse di violenza domestica hanno fatto clamorosamente saltare l’affare e, dopo qualche settimane, il fenomenale closer cubano si è trasferito a New York sponda Yankees.

L’affare più significativo della prima parte di mercato era stato il mega scambio con Reds e White Sox che ha portato Todd Frazier a Chicago, Jose Peraza a Cincinnati e Frankie Montas a Los Angeles (nella trade sono stati coinvolti altri quattro prospetti). Il giovane rilievo dominicano (22 anni) potrebbe rivelarsi un grandissimo affare per i Dodgers, viste le incredibili capacità dimostrate sia nelle Minors che nelle sette gare disputate nelle Big Leagues. Assieme a Montas, Kazmir e Maeda, i Dodgers hanno scelto di riportare a Los Angeles anche Chase Utley e Joe Blanton: il primo, che ha disputato l’ultima metà di stagione con i Dodgers, servirà come backup 2B, mentre il secondo, che ha giocato mezza stagione a LA nel 2012, entrerà a far parte del bullpen.

 

A parte Chase Utley, tutti gli acquisti fin qui serviranno a rinforzare il pitching staff, segno che le maggiori preoccupazioni del Front Office erano ovviamente rivolte al monte di lancio. Se però la rotazione sembra ora una sicurezza, non si può ancora dire lo stesso del ‘pen: i Dodgers dovrebbero presentarsi con i cinque spot della rotazione occupati da Kershaw, Kazmir, Maeda, Ryu ed Anderson, con Alex Wood pronto a ricoprire il ruolo di ‘sesto partente’. Sei giocatori di ottimo livello, che almeno sulla carta hanno tutte le carte in regola per fare più che bene. Il bullpen però come detto ha ancora bisogno di qualcosa, visto che le unici giocatori di sicuro affidamento sembrano essere Kenley Jansen e JP Howell.

Ci sono però altrii ruoli che hanno assolutamente bisogno di un upgrade, o che al momento sembrano essere sguarniti: per prima cosa manca un seconda base titolare, con Howie Kendrick che è diventato FA al termine della scorsa stagione e che non ha ancora trovato un accordo con alcuna squadra. Le possibilità di rivederlo a Los Angeles anche il prossimo anno restano molto alte (data anche l’assenza di alternative di livello sul mercato), ma le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Un grande punto interrogativo sarà Corey Seager, che dovrà ricoprire il ruolo di interbase titolare a soli 21 anni; oggettivamente difficile però fare peggio di Jimmy Rollins, che dopo un 2015 a dir poco deludente a portato i Dodgers ad affidarsi al miglior prospetto della propria organizzazione. Le responsabilità date a Seager saranno moltissime, ma il ragazzo ha senza dubbio dimostrato di avere il talento per diventare uno dei giocatori fondamentali della squadra per il futuro ma anche per il presente. Per completare l’infield, insieme ad un seconda base, servirebbe forse un utility player in grado di ricoprire più ruoli, ma è un problema che potrà essere risolto con facilità anche in seguito.

La situazione più complessa però è quella del parco esterni, composto da Ethier, Pederson, Puig e Crawford, quattro giocatori di livello che però non riescono, per ragioni diverse, ad offrire sicurezze. Ethier, reduce da una stagione sorprendente chiusa con ben 142 gare giocate ed una slash line di .294/.366/.486, ha già 33 primavere alle spalle e difficilmente riuscirà a ripetersi anche il prossimo anno, nonostante la straordinaria solidità dimostrata durante tutto l’arco della carriera. Joc Pederson invece ha avuto un inizio di stagione fenomenale, grazie al quale sembrava già essersi conquistato il ROY, ma un crollo altrettanto sorprendente nella seconda metà ha permesso a Kris Bryant di emergere come rookie dell’anno: 20 HRs da Aprile a Giugno, soltanto 6 da Luglio a Ottobre, chiudendo la stagione con una avg di .210 nonostante una obp di .347. Numeri di un “diamante grezzo” che, con maggior esperienza e maturità, potrebbe davvero fare la differenza. L’ X Factor per eccellenza rimane però Yasiel Puig, reduce da un 2015 costellato da tantissimi infortuni e delusioni. Soltanto 79 gare disputate per il fenomeno di Cienfuegos, che ha terminato la Regular Season con soltanto 11 HRs ed una avg di .255. Il talento di Puig è indiscutibile, ma il salto di qualità adesso è obbligatorio, per non trasformarsi in uno dei più grandi rimpianti degli ultimi decenni. Completa il quadro Carl Crawford, 34enne che guadagna la bellezza di 21 M$ nonostante le sole 69 gare disputate nel 2015. Slash line di .265/.304/.403 con 4 HR, 16 RBI e 10 SB, quasi un ex giocatore che i Dodgers stanno cercando di scaricare in ogni modo a qualche altra squadra. L’outfield di Los Angeles è forte abbastanza per tentare una rincorsa al titolo?

Ciò che più colpisce del mercato di LA è la differenza tra il payroll dello scorso anno (come detto in precedenza, ben 300 M$) e quello previsto per il 2016, fermo “soltanto” a 227 M$. Un crollo nettissimo delle spese a cui andranno ovviamente aggiunti ancora almeno due o tre acquisti. Si può affermare con certezza che, tra il roster dello scorso anno e quello della prossima stagione, non ci sono 80 M$ di differenza.

Il Front Office di LA ha ancora tanto lavoro da fare ma, nonostante tutti i problemi ancora presenti, i Dodgers hanno tutto il diritto di essere ottimisti per il prossimo anno, dopo il primo mercato oculato degli ultimi cinque anni. 

 

(foto da latimes.com)


Specchio specchio delle mie brame, qual è il miglior lineup del reame?

Con il 2015 oramai alle spalle con molte nuove acquisizioni e cessioni, e con l’avvento di tanti valorosi giovani, il 2016 si presenta come l’inizio di un promettentissimo quinquennio. E’ difficile ricordare un gruppo così numeroso di giovani talenti, poco più che ventenni, venire alla ribalta tutti insieme, sia in battuta che sul monte di lancio. Nel 2015, l’unico giocatore finito tra i primi cinque nelle votazioni per l’MVP è stato l’over trentenne Joey Votto dei Reds.

Resta estremamente difficile compilare un lineup perfetto per i prossimi 5 anni, specialmente nelle posizioni di interbase e terza base dove ci sono giovani ancora lontani dalla loro piena maturità. Ad ogni modo, per quanto discutibile, la seguente formazione potrà senz’altro essere in grado di competere con qualsiasi altra squadra del passato.

Ricevitore: Buster Posey

Non è una scelta facile come potrebbe sembrare.  Degna di considerazione è Salvador Perez, 25 anni, e vincitore di tre Gold Gloves consecutivi  dimostrando, al pari di Posey, di saper guidare lo staff dei lanciatori. Perez non ha una alta media di arrivo in base, ma ha dimostrato di saper battere sia per contatto che con potenza oltre al fatto che ha appena vinto le World Series.

Dall’altro canto, Posey avrà 29 anni all’opening day e si prevedono non più di 100 gare giocate nel ruolo di ricevitore il prossimo campionato, non a causa della sua cattiva difesa, ma perché molto probabilmente  lo si vede come prima base in un prossimo futuro per prolungare la carriera. Ciò detto, i numeri offensivi di Posey sono troppo esaltanti per non tenerli in considerazione. Il suo OPS+ di 146 dal 2012 ad oggi è di gran lungo superiore rispetto al diretto inseguitore Jonathan Lucroy a 119.

Prima base: Paul Goldschmidt

Considerando che Votto e Miguel Cabrera s’incamminano verso la parte finale della loro carriera, la porta rimane aperta per Goldschmidt come prima base del futuro. Anthony Rizzo è fantastico, ma Goldscmidt è di una classe superiore.  Non solo ha la terza migliore OPS della majors negli ultimi tre anni dietro a Cabrera e Mike Trout, ma le previsioni sono che possono ancora migliorare. Nel 2015 Goldschmidt ha realizzato le migliori medie in carriera per quanto riguarda la MB, MAB e MBB, ed è probabilmente anche il miglior prima base  difensivo. Non è facile stilare una graduatoria per tale posizione, ma i 18 punti salvati nel 2015 sono circa il doppio rispetto al diretto inseguitore.

Seconda base: Jose Altuve

La contesa relativa alla prima parte della decade tra Dustin Petroia/Robinson Cano/Ian Kinsler si è riversata in una contesa tra Altuve/Joe Panik/Dee Gordon per la seconda metà. Gordon è ovviamente una piacevole sorpresa, sia in attacco che in difesa, e Panik non mostra cedimenti in attacco sin da quando è approdato nelle majors nel 2014. Ma Altuve è il più completo. Il 25enne venezuelano è un ottimo difensore e ha guidato l’American League in valide e basi rubate nelle ultime due stagioni, oltre a  realizzare un massimo in carriera di 15 fuoricampo. In poche parole, non c’è nulla che Altuve non riesce a fare bene.

Interbase: Carlos Correa

Insieme ad Altuve, Correa forma una delle migliori coppie difensive centrali che dovrebbe dominare la scena per i prossimi anni. Non esiste una squadra più forte degli Astros nel mezzo del diamante, condizione che permetterà all’organizzazione di costruire una squadra vincente intorno a loro.

Sia Francisco Lindor che Xander Bogaerts potrebbero essere top talent del futuro, ma pur essendo leggermente inferiore in difesa, Correa ha potenza in battuta che non può essere messo a confronto con gli altri due. Nell’era moderna, solo due giocatori all’età di 20 anni hanno realizzato un OPS superiore a Correa: Alex Rodriguez (1996) e Mike Trout (2012). Gli Astros hanno un talento speciale nel ruolo di interbase.

Terza base: Manny Machado

E’ un periodo in cui i terza base di qualità sono in abbondanza, rendendo difficile la scelta. Se si dovesse prendere in considerazione solo il 2016, non ci sarebbero dubbi su Josh Donaldson, ma stiamo proiettando per i prossimi 5 anni e Donaldson ha già 30 anni. Per lo stesso motivo Matt Carpenter e Todd Fraizer sono tagliati fuori. Questo ci lascia con 3 scelte: Machado, Nolan Arenado e Kris Bryant. Quest’ultimo è probabilmente il più potente in battuta, tenuto conto anche che Arenado e Machado hanno combinato per meno di  35 fuoricampo nel 2015. Arenado è forse il migliore difensore che non si vedeva nel ruolo da molti anni, ma Machado è il più completo dei tre ed è anche il più giovane.

Esterno sinistro: Bryce Harper

Non c’è molto da discutere qui se non che Harper ha trovato posto solo a sinistra considerato gli altri due inamovibili esterni. Harper è reduce da uno delle più strabilianti stagioni della storia per un 22enne rendendo impossibile la sua esclusione. Il suo OPS+ di 195 nel 2015 è secondo solo a Ted Williams per un giocatore della sua età o più giovane, e il record di Williams fu stabilito nel 1941 quando terminò la stagione con la media battuta di 406. Da considerare ancora che probabilmente Harper non ha ancora raggiunto l’apice della sua carriera.

Esterno centro: Mike Trout

Trout è forse l’unico di questa squadra immaginaria che sarebbe stato scelto anche per la prima metà di questa decade. Considerati i numeri fin qui realizzati in carriera, 304/397/559, 4 Silver Sluggers e un’elezione a MVP, è facile dimenticare che ha solo 24 anni. Sembra migliorare anche in difesa, dove comunque non ha mai dimostrato di essere un difensore sotto la media. Da aggiungere che nei prossimi 5 anni Trout potrebbe confermare le previsioni che lo definiscono il più grande giocatore completo nella storia del baseball.

Esterno destro: Giancarlo Stanton

Stanton è l’unico esterno qui che potrebbe essere messo in discussione. Si potrebbe ipotizzare McCutchen al centro, comportando lo spostamento di Trout a sinistra e Harper a destra, ma a 29 anni è lecito pensare che Cuth potrebbe accusare un calo prima della scadenza nei prossimi 5 anni. Poi ci sono Jason Heyward, A.J. Pollock e anche Bryant, tutti molto giovani. Ma il talento di Stanton è fuori discussione e nessuno colpisce la palla più forte di lui. I numeri relativi alle statistiche di potenza ne sono la conferma: primo in ISO, terzo come slugger e secondo in rapporto HR/FB (home run/fastball). Per diversi motivi, solo due volte Stanton ha giocato più di 140 gare in una stagione, ma ha ancora 26 anni, e quando sta bene, non esiste battitore più temibile di lui nel mezzo del lineup.

Battitore designato: Kris Bryant

Ovviamente, tutti coloro che sono stati menzionati finora potrebbero occupare questo ruolo. Arenado sarebbe un’ottima scelta, ma stiamo riferendoci al DH, il che esclude la sua buona difesa, e lo stesso dicasi per Machado. Rizzo anche sarebbe un’ottima scelta, ha solo 26 anni e possiede le potenzialità per 30 fuoricampo e un OPS di 900 per ogni stagione. Ma non si può ignorare il grande talento di Bryant che ha battuto bene indipendentemente dal ruolo che ricopriva, dimostrando di essere un battitore di altissimo livello. Dopo quanto ha dimostrato nell’anno del suo debutto, esistono molte possibilità che vedremo Bryant come uno dei più potenti battitori nei prossimi cinque anni.

Lanciatore partente: Clayton Kershaw

Jake Arrieta e Dallas Keuchel sono saliti in cattedra vincendo entrambi il Cy Young Award rispettivamente nello loro leghe, ma Kershaw è più giovane di tutti e due. Il 27enne mancino ha già realizzato numeri meritevoli della Hall Of Fame, e sembra essere destinato ad essere il migliore lanciatore per i prossimi cinque anni. Sono da tenere in considerazione anche i giovani facenti parte della rotazione dei Mets, poi ci sono Jose Fernandez, Madison Bumgarner e Chris Sale, tutti più giovani di Kershaw. Ma oggi come oggi è difficile andare contro Kershaw.

A completare la rotazione, potremmo inserire Bumgarner, Sale, Fernandez e Matt Harvey.

Veramente non male come squadra, il baseball sembra essere in buone mani.

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Jose Quintana è stato maestoso per cinque inning pieni nei quali ha affrontato il minimo di battitori Royals subendo solamente un singolo da Salvador Perez ma chiudendo la frazione inducendo Alex Gordon ad un doppio gioco fatto partire da un ottimo Tyler Saladino.

I Royals sembravano persi al cospetto di un lanciatore che lancia da asso già da un paio di stagioni ma che quest'anno è stato meritatamente incensato grazie ad un inizio di 2016 straordinario e penalizzato forse dal poco run support che i suoi compagni di squadra in attacco gli hanno consegnato.

Anche questa notte i White Sox hanno faticato e non poco in attacco venendo incantati da Dillon Gee e battendo solamente un punto nel secondo inning grazie ad una sac fly di Melky Cabrera nonostante le basi piene.

Poi, all'improvviso, nel sesto inning i Royals cominciano a battere come quella squadra che nelle ultime due stagioni si è presentata al Fall Classic per ben due volte. Dopo l'eliminazione del primo battitore Cuthbert, ai Royals son bastati due doppi su quattro lanci visti da Infante e Paulo Orlando per pareggiare. Il singolo di Alcides Escobar poi dava ai Royals una possibilità in più di passare in vantaggio, che è arrivato rapidamente graziea ad una lunga parabola di Lorenzo Cain finita nell'esterno destro, regalando la seconda base all'esterno Royals oltre al punto battuto ed al vantaggio della squadra di Ned Yost. Compagine che sceglie di non fermarsi. Nonostante l'out in terza su una rimbalzante di Hosmer, i Royals segnano il terzo punto dell'inning con Kendrys Morales terminando tuttavia la parte alta nel peggiore dei modi con lo strikeout girato di Salvador Perez.

Yost decide quindi di dare una pacca sulla spalla al suo partente (5IP, 4H, ER, BB, 5K) ed affidando la partita nelle salde mani del bullpen, con Luke Hochevar che completa la ripresa senza grossi problemi.

Nel settimo i Royals riescono a segnare un ulteriore punto ancora grazie ad Orlando, che con un singolo contro Putnam (appena entrato per rimpiazzare Quintana dopo i primi due singoli subiti da Gordon e Cuthbert) porta a casa Gordon. Poi, con le basi piene, e Lorenzo Cain in battuta con un solo out i Royals hanno la grossa chance di chiudere definitivamente la partita ma sulla linea del numero 6 Royals, Jose Abreu è bravo nell'agguantarla al volo e fortunato nel toccare Alcides Escobar che si trovava proprio accanto al difensore cubano, distante dalla prima base e dalla seconda base.

Il doppio gioco di Abreu chiude la parte alta del settimo inning e riporta i White Sox in attacco dove, dopo lo strikeout di Saladino, la squadra di Ventura trova la possibilità per riaprire l'incontro.

Con un out Eaton batte un singolo al secondo lancio di Soria mentre lo stesso Abreu conquista una camminata in prima base dopo 4 lanci ball.

Al secondo lancio dell'ex closer Tigers, Todd Frazier batte una linea nel gap tra seconda e terza base. Alcides Escobar si supera, prima agguantanto la pallina al volo e successivamente tirando in seconda per cogliere fuori base il veloce Eaton, mettendo fine ai sogni di rimonta della squadra di Chicago.

Rimonta che non arriverà. Kelvin Herrera prima, e Wade Davis poi terranno distanti le mazze di casa. Sarà infatti solamente Carlos Sanchez nel nono inning a portarsi in base come primo battitore ma prima Saladino e poi Eaton e Abreu lasceranno il corridore giunto in terza grazie ad un lancio pazzo regalando così ai Royals il successo che permette alla squadra campione in carica di tornare con una vittoria sopra quota .500, grazie ad un record di 21-20.

I White Sox perdono una ulteriore partita dai Cleveland Indians che con il 4-2 rimediato nella prima partita della serie a Fenway Park portano a 5 la striscia di vittorie consecutive e a 1.5 GB dai White Sox che in confronto alla tribù ha giocato 3 partite in più.

Questa sera a Chicago si giocherà gara 2 con la sfida tra Miguel Gonzalez per i padroni di casa e Danny Duffy per gli ospiti ma ora il pensiero inevitabilmente non può non andare alla serie che si aprirà lunedì con un doubleheader tra gli stessi White Sox ed i Cleveland Indians che puntano a vincere la serie contro i Red Sox per mettere paura ai rivali divisionali.

Non bisogna tuttavia dimenticare i Royals che adesso sono solamente a 3.5 partite dal primo posto.

 

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Le voci sul futuro di Yoenis Cespedes continuano a moltiplicarsi ed ogni giorno viene scritta una nuova puntata di una delle telenovelas più importanti di questa Offseason: l'esterno cubano, fondamentale per la cavalcata dei Mets terminata soltanto alle World Series, è probabilmente il più importante Free Agent a non aver ancora trovato una squadra e, dopo mesi di stallo, la situazione potrebbe essersi finalmente sbloccata. Le due squadre che sembrano essere più vicine a cespedes sono Washington e New York: I nationals si sono presentati con una mega offerta di cinque anni che potrebbe addirittura superare i 100 M$ complessivi, mentre i Mets non vorrebbero offrirgli più di tre anni. Il desiderio di Yoenis sarebbe tornare ad indossare la casacca dei Mets, ma il triennale offerto dal team della grande mela ancora non lo convince a pieno. Un compromesso tra le due parti potrebbe essere l'inserimento nell'affare di una opt-out clause dopo la stagione 2016, ma rifiutare l'offerta dei Nats sembra davvero un grandissimo rischio: se è vero infatti che nella prossima stagione Cespedes potrebbe essere un Top-3 FA (saranno pochissimi i grandi nomi a liberarsi nel prossimo inverno), sarà difficilissimo ripetere la miglior stagione in carriera con già 30 primavere alle spalle. Lo scenario è ancora molto complesso e probabilmente servirà ad entrambe le squadre un ulteriore sacrificio per riuscire a firmare il fenomeno di Campechuela: il derby del nord est potrebbe scaldare il mercato in queste ultime settimane di Gennaio, a poche settimane dall'inizio dello Spring Training.

 

(foto da cbssports.com)

 AGGIORNAMENTO: Secondo Joel Sherman (NY Post), Maeda firmerebbe un contratto di otto anni da 25 milioni di dollari. Ciò significa che il giapponese resterebbe in California fino a quando avrà 35 anni. Il costo apparentemente basso del contratto potrebbe lievitare con gli incentivi ed i bonus che sono previsti nel contratto.

Christopher Meola ha riportato nella giornata di San Silvestro che i Los Angeles Dodgers hanno raggiunto un accordo per acquistare il partente nipponico Kenta Maeda. L'indiscrezione è stata confermata nelle ore successive, ma resta misteriosa l'entità del contratto. Si ipotizza un accordo tra i cinque e gli otto anni con molti incentivi in caso di buone prestazioni da parte dell'ex Hiroshima Carp.

Il 27enne entra a far parte dell'affollata rotazione dei Dodgers e sarà probabilmente il terzo uomo di punta dopo Kershaw e Kazmir. Il nipponico è l'unico destrorso sicuro di appartenere al quintetto dei Dodgers ad inizio stagione. Il primo partente dal Giappone dopo Hiroki Kuroda ad approdare ai Dodgers, Maeda è il secondo asiatico appartennente al lotto di partenti di Los Angeles. L'altro è Hyun-Jin Ryu, il quale è reduce da un'operazione alla spalla e tornerà nelle prime fasi della stagione 2016.

Dopo due anni di segnalazioni, Maeda approda in MLB dopo un 2015 positivo con un'ERA di 2.09. I buoni approcci di Yu Darvish e Masahiro Tanaka fanno ben sperare, ma uno dei grossi problemi che hanno fronteggiato i giapponesi nella MLB riguarda gli infortuni ed il pitcher originario di Osaka è stato spesso considerato un lanciatore con rischio di infortuni, anche a causa della sua statura. Tuttavia, Maeda ha saltato poche partenze nell'anno passato.

Il repertorio dell'ex Hirsohima Carp consiste in una fastball da 89-92 miglia all'ora con margini di miglioramento in termini di velocità, un cambio in crescita secondo alcuni scouts e la slider, da molti reputata come il suo out pitch. Va detto che uno degli elementi più caratteristici di Maeda  è il controllo. Dal 2011 non ha mai superato le 44 basi su ball a stagione, mostrando notevole controllo così come Tanaka e Darvish.

 

Seguiranno aggiornamenti nei prossimi giorni.

 

Fonte foto: eastvillagetimes.com

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