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Sab, Apr
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Mercato, World Baseball Classic e Little LEague

La reazione dei ragazzi dell'Emilia Romagna non è tardata ad arrivare, ed i nostri piccoli guerrieri si sono immediatamente riscattati offrendo una ottima prestazione contro gli olandesi. Vediamo ancora una volta quali notizie arrivano da Kutno:

Grande impresa della rappresentativa dell'Emilia Romagna che batte per manifesta (10 - 0) un'Olanda ormai stremata dopo l'interminabile quarto di finale giocato ieri contro la Spagna. Le nostre mazze tornano a fare ciò che gli riesce meglio e mettono a segno ben 10 pesanti valide con 4 fuoricampo (Segreto, Gamberini, Adorni e Bouraui).
Ottima la prestazione di Gamberini anche sul monte lanciando l'intera partita e mettendo a segno ben 8 strike out, concedendo solo 1 base ball e 2 ininfluenti singoli.
La difesa, senza alcun errore, gestisce con padronanza la partita con 4 pregevoli giocate.

Domani l'Italia si gioca la finalissima che assegnerà il titolo di campione europeo Leattle League alle 11:00 contro la Repubblica Ceca; questa è per noi la rivincita della prima semifinale persa due giorni fa.
Forza ragazzi!!! Forza Emilia Romagna!!! Forza Italia!!!

Questi ragazzi possono essere definiti come l'orgoglio nostrano. Come piccola nota finale, possiamo notare quanto essere scaramantici nel baseball può essere importante. La foto in alto ci fa vedere come i ragazzi sono riusciti ad esorcizzare il timore della fortissima compagine olandese: tutti vestiti di arancione e passa la paura!

E adesso, è ora di rivincita!

Nella strada per Williamsport l'Emilia Romagna trova la prima sconfitta contro i ragazzi della Repubblica Ceca. Vediamo quali sono le news in arrivo da Kutno:

Partita al cardiopalmo quella dei ragazzi dell'Emilia Romagna contro la Repubblica Ceca che, purtroppo, segna anche la prima sconfitta per l'Italia. I nostri ragazzi giocano molto nervosi e pagano qualche incertezza difensiva che viene sfruttata dai Ceci. Dopo un primo inning di parità i Ceci mettono a segno 2 punti su fuoricampo e si ripetono al quarto con altri 2. Le nostre mazze non riescono più ad essere produttive come nei giorni scorsi (a fine partita si conteranno 6 valide) e solo al quinto inning riusciamo ad accorciare le distanze con un fuoricampo di Gamberini da 2 punti ed un punto spinto a casa da Sartini. Purtroppo tutto questo non basta ed il risultato finale si chiude con uno stretto 4 a 3. Ora i nostri ragazzi dovranno affrontare venerdì prossimo la vincente fra Spagna ed Olanda e quindi sperare di riaffrontare la Repubblica Ceca nella finalissima di sabato.

Che dire, non possiamo far altro che ripete.. Forza Ragazzi!

Nella giornata di ieri si è giocata la terza giornata del torneo valido per le qualificazioni alle Little League World Series 2016, vediamo quali notizie ci sono giunte da Kutno:

Si inizia a salire nel tabellone e le partite diventano sempre più intense ed emozionanti. La nostra formazione dell'Emilia Romagna affronta una Francia combattiva che schiera un lanciatore partente con una palla piuttosto veloce. La partita rimane in stallo per i primi due innings sul' 1 a 1 e solo dal terzo i nostri ragazzi riescono a mettere a segno i primi punti di vantaggio. La nostra difesa lavora egregiamente e fa vedere delle ottime giocate (da evidenziare le 2 prese al volo al limite del campo di Gidoni M. che spengono ogni velleità della squadra francese). L'attacco riesce ad essere sempre produttivo con 10 valide (di cui 1 homerun di Adorni). Il monte riesce a tenere a freno le mazze francesi con il partente Laghi rilevato al terzo da Tiburtini ed al sesto chiude Zambernardi. Vittoria italiana per 5 a 1; oggi pomeriggio alle ore 16 semifinale contro la Repubblica Ceca.

Continua la striscia positiva per i ragazzi italiani, anche se la difficoltà sta aumentando esponenzialmente con il proseguire dei giorni. Forza ragazzi!

Uno dei temi a tenere banco prima e durante il World Baseball Classic è il timore degli infortuni per i giocatori delle franchigie MLB. È stato uno dei motivi per cui molti giocatori dei Rangers hanno detto (dovuto dire) di no alle chiamate delle rispettive nazionali. Inoltre, va ricordato che alcuni giocatori che sono rimasti a lungo in infermeria nel 2016 o nelle stagioni precedenti non avrebbero ricevuto il permesso dalla MLBPA, perché erano nella cosiddetta “chronic condition” e quindi erano considerati a rischio infortuni.

Nel corso del Classic 2017 una delle squadre più sfortunate dal punto di vista degli acciacchi è stato il Venezuela che giorno dopo giorno ha perso vari membri del proprio roster. I sostenitori dell’Italia e dei Royals ricorderanno bene la collisione tra i due catchers Salvador Perez e Drew Butera nel nono inning del confronto tra la nazionale vinotinto e gli azzurri. Perez ha lasciato il campo claudicante e si è sottoposto ad esami strumentali il giorno successivo. Nonostante l’infortunio, Perez è già tornato in campo durante Spring Training e dovrebbe essere il titolare di Opening Day.

Salterà la partita d’apertura l’interno dei Marlins Martin Prado a causa dello strappo al tendine posteriore del ginocchio rimediato contro gli USA. Il venezuelano avrebbe iniziato la stagione come terza base ed il suo contributo offensivo avrebbe potuto essere importante, visto che proprio nel WBC stava battendo con medie notevoli. Nel 2016 la media battuta dell’ex Braves è stata di .305 con 8 home runs e 75 RBIs.

I Diamondbacks dovranno fare a meno di Silvino Bracho per lo stesso infortunio di Prado, mentre si dovrà sottoporre alla Tommy John surgery il lanciatore dei Fukuoka Softbank Hawks Robert Suarez.

Dulcis in fundo, alla fine del girone di San Diego anche Miguel Cabrera ha dovuto lasciare il campo a causa di un problema alla schiena che non ha ancora superato del tutto.

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Spostandoci in Europa troviamo altri due casi di infortuni relativamente pesanti.

Alcuni nella dirigenza degli Yankees si sarebbero lamentati per il problema alla spalla di Didi Gregorius, che è ritornato nel quartier generale dei Bombers prima della semifinale tra Puerto Rico e Regno dei Paesi Bassi. L’infortunio è risultato essere abbastanza grave e la sua assenza potrebbe comprendere tutto il mese di aprile ed una parte di maggio. Senza i 20 fuoricampo dell’ex Diamondbacks, gli Yanks dovranno affidarsi a qualche soluzione interna all’organizzazione (Ronald Torreyes, Tyler Wade e Ruben Tejada sembrano i più papabili). Non è da scartare anche la possibilità di vedere il ritorno di Starlin Castro nella sua posizione naturale di interbase.

Anche Brandon Nimmo, esterno dell’Italia nel WBC 2017, si è infortunato al tendine posteriore del ginocchio ed ha abbandonato le speranze di cominciare la stagione nel roster di Opening Day. Nonostante una partita non eccezionale col Messico, l’originario di Cheyenne (Wyoming) stava battendo bene a Guadalajara. Nel 2016, Nimmo ha debuttato in MLB, registrando un fuoricampo e sei punti battuti a casa in 32 partite giocate.

Il World Baseball Classic, dunque, non ha risparmiato alcuni giocatori dai tanto temuti infortuni. Tuttavia, va detto che molti giocatori e addetti ai lavori sono intervenuti riguardo questo problema, dichiarando che il rischio di farsi male nel Classic non è così diverso da quello di Spring Training. Le partite sono più intense, ma non significa che sia più facile infortunarsi.

Andrew Miller e Adam Jones hanno difeso questo argomento. In particolare, l’esterno degli Orioles ha commentato così in un articolo della ESPN di una settimana fa: “Gli infortuni accadono. Non importa dove sei e cosa fai. Potresti cadere dalle scale.”

L’ultimo esempio di Jones non è una iperbole. Il cubano Raisel Iglesias, rilievo dei Reds, si sarebbe procurato un infortunio al gomito ed al fianco, cadendo nella doccia. E non stava giocando nel WBC. Lo stesso vale per Ian Desmond, il quale si è infortunato alla mano, mentre era nel camp dei Rockies.

La preoccupazione delle franchigie, però, è comprensibile, perché in caso di infortuni gravi di giocatori importanti, una stagione di una squadra (e la carriera del giocatore stesso in determinate situazioni) rischia di essere rovinata.

Insomma, il dibattito continuerà a tenere banco nei prossimi anni, ma sicuramente, con quanto accaduto nelle due settimane del torneo, molte persone hanno cambiato idea anche sul discorso infortuni.

 

Fonte foto copertina: chron.com

Fonte foto articolo: dunk360.com

Memore di un primo inning da incubo nello scontro di San Diego, Marcus Stroman ha cancellato l’effetto magico del lineup di Puerto Rico.

“Avrebbe vinto contro chiunque” ha dichiarato il manager di Puerto Rico Edwin Rodriguez nel post-partita. “Ha fatto praticamente tutto in modo perfetto.”

Con sei riprese senza concedere valide, Marcus Stroman ha trascinato la squadra americana al primo titolo nel World Baseball Classic e si è pure guadagnato il premio di Most Valuable Player del torneo. Nelle sue tre partenze (una contro la Repubblica Dominicana e due contro Puerto Rico) ha registrato un’ERA di 2.35 in 15 riprese lanciate. Di fatto l’unico inning in cui ha subito dei punti (quattro, di preciso) è stato il primo della sfida contro Puerto Rico nel girone di San Diego. Per il resto l’asso dei Blue Jays è stato dominante, come tutta la rotazione statunitense che ha concluso il Classic con un’ERA di 1.25.

La sinker da 95 miglia all’ora, assieme alla classica slider, ha messo in crisi le mazze portoricane. Nel complesso, il giovane destrorso ha eliminato tre battitori al piatto ed ha prodotto undici ground outs, segno che il lavoro con il ricevitore Jonathan Lucroy nella parte bassa della strike zone ha funzionato perfettamente.

Stroman dance

Dopo la lunga pausa tra la parte alta e quella bassa del settimo inning, in cui Team USA ha segnato tre punti, Stroman ha lasciato una fastball troppo alta (il suo 73esimo lancio della giornata) per Angel Pagan che ne ha approfittato per battere un doppio. Jim Leyland ha chiamato Sam Dyson, ma nel frattempo il 25enne ha abbandonato il campo abbracciato dalla standing ovation del pubblico del Dodger Stadium.

Le sei riprese di no-hitter (nessuna valida concessa) emulano la performance del 24 luglio 2014, quando Stroman lanciò sei no-hit innings contro i Red Sox prima di concedere una valida a Shane Victorino.

Di certo non solo il partente è stato protagonista in un WBC che ha visto emergere le personalità imponenti di Adam Jones, di Brandon Crawford (.384 di media battuta, 6 RBIs) e di Eric Hosmer (.400, 1 HR, 5 RBIs e 6 punti segnati), con gli ultimi due che sono stati i battitori più continui in questa rassegna iridata per gli statunitensi.

Per Stroman la vittoria ha anche un significato personale importante. L’asso dei Toronto Blue Jays avrebbe potuto giocare anche per Puerto Rico, visto che sua madre ha origini portoricane, e quattro anni or sono pubblicò un tweet in cui espresse il suo desiderio di giocare per il team boricua. Un quadriennio dopo, invece, Stroman ha deciso di vestire l’uniforme a stelle e strisce. A quanto pare alcuni “tifosi” portoricani non hanno preso bene la notizia e sono arrivati addirittura a minacciare ed insultare il giocatore e la madre. Forse anche per questo motivo il nativo di Medford (New York) è entrato in campo con tanta determinazione ed in alcuni casi con toni provocatori. Non si parla di risentimento verso Puerto Rico, sia chiaro, anche perché Stroman è stato uno dei primi ad essere salutato dal suo grande amico Javier Baez, ma giustamente ha dovuto prendere le distanze da qualche fanatico/webete.

A due anni di distanza dalla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio che lo tenne fuori per quasi tutto il 2015, Marcus Stroman ha mostrato al palcoscenico mondiale che nelle partite più importanti si può contare su di lui. I Blue Jays non possono che essere soddisfatti di questo in vista della regular season 2017.

Fonte foto copertina: thescore.com

Fonte foto articolo: nesn.com 

“I’m not wearing any baseball uniform anymore. I’m done.”

Così, nella sua classica maniera schietta, Jim Leyland annuncia che la vittoria di Team USA contro Puerto Rico è stata la sua ultima partita da manager.

Forse non lo ammetterà mai, ma per nove inning su nove ha sofferto le pene dell'inferno. Tra un inning e l’altro, il suo fido assistente Alan Trammell lo vedeva dondolare da un lato del dugout ad un altro. Davanti alle 51 mila persone del Dodger Stadium, la sua squadra ha ripagato ancora una volta la sua fiducia.

Il saluto di Jim Leyland al baseball è uno dei più toccanti. Davanti ai microfoni di Jon Morosi non riesce a trovare le parole e ricorre probabilmente a quel discorso che aveva preparato a tavolino se la sua squadra avesse vinto il titolo. “Ho avuto l’opportunità di essere il manager per il nostro paese, i nostri coach hanno potuto allenare per il nostro paese, i nostri giocatori hanno potuto giocare per il loro paese” ha esordito lo skipper. “Ma questa vittoria è per tutti coloro che lottano per il nostro paese.”

 

Nella club house, Leyland si lascerà andare ad uno sfogo davanti ai suoi prodi paladini del baseball americano. Un discorso “molto passionale” come lo ha definito Christian Yelich, che peraltro ha un fratello che fa parte delle truppe americane.

Insomma, non è stata solo la sera di Marcus Stroman, ma anche l’addio commosso di uno dei manager di maggior successo dell’ultima generazione.

Si conclude una carriera da manager che iniziò nel 1986, quando Leyland prese le redini dei Pittsburgh Pirates. Undici anni dopo, al timone dei Florida Marlins, consegnò il primo titolo della storia alla franchigia di Miami nella famosa World Series, in cui Edgar Renteria battè il walk-off single in gara 7. Dopo una breve parentesi con i Rockies, dal 2006 al 2013 è stato il manager dei Detroit Tigers. Ha avuto il privilegio di allenare il miglior Miguel Cabrera, quello della tripla corona, e in due occasioni ha guidato la squadra di Motown alla World Series, in cui è stato fermato da Cardinals (2006) e Giants (2012).

Questi sono solo pochi dei traguardi ottenuti dal futuro Hall of Famer (possiamo aggiungere tre premi come miglior manager e sei titoli divisionali) che assieme a Tony LaRussa, Joe Torre e Bobby Cox hanno fatto la storia recente del baseball.

Oggi, commosso da una squadra che ha avuto modo di conoscere in queste due settimane di competizione, Leyland lascia con una medaglia d’oro in più ed una dedica doverosa a chi ogni giorno lotta per la sua patria.

Jim Leyland ha compiuto a pieno il suo incarico. Doveva creare un collettivo di giocatori desiderosi di giocare per Team USA e di vincere, doveva riportare i tifosi americani allo stadio e doveva cercare di portare la selezione dove mai era arrivata prima. Già la finale era stato un grande traguardo, poi la rabbia di Marcus Stroman ed il timely hitting hanno fatto il resto.

Dopo due settimane insonni, Jim Leyland può dormire in pace. La sua missione nel baseball è compiuta.

 

Fonte foto copertina: sports.yahoo.com

Uno degli ultimi squilli di questo mercato è firmato nuovamente dai Washington Nationals. Per rafforzare il reparto dei ricevitori, attualmente rappresentato da Derek Norris (anche lui giunto quest'inverno), Jose Lobaton e dal giovane Pedro Severino, la franchigia della NL East ha acquistato Matt Wieters con un contratto da due anni per un totale di 21 milioni di dollari. L'ex Orioles avrà il diritto di recedere il contratto al termine della stagione 2017. L'affare è stato riportato da Ken Rosenthal di FOX Sports e da Jon Heyman di FanRag.com. 

Wieters si recherà subito al raduno dei Nationals dove si allenerà con lanciatori del calibro di Max Scherzer, Stephen Strasburg e Tanner Roark e competerà con Derek Norris per il posto da titolare. Visto che ci sono quattro catchers di ruolo nella Nation's Capital bisognerà vedere quali intenzioni avrà la dirigenza che dovrà probabilmente lasciare Lobaton e Severino in un ruolo marginale a meno che non ci fossero dei trasferimenti last minute.

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Il 30enne, selezionato nel 2007 dagli Orioles, ha lasciato Baltimore dopo nove anni in cui ha potuto dimostrare più volte il suo potenziale. Per quattro volte è stato un All-Star ed ha battuto complessivamente 117 fuoricampo. Va detto che nel 2014 e 2015 ha avuto alcuni problemi che hanno compromesso le sue prestazioni. In difesa resta un giocatore più che affidabile, nonchè esperto, ma è reduce da una Tommy John surgery. Tuttavia il battitore ambidestro ha dovuto recuperare da un infortunio all'avambraccio in novembre che ha ritardato la sua preparazione

Curiosamente (ma non troppo), i Nationals hanno acquistato un altro free agent rappresentato dall'agente Scott Boras. In totale sono otto i giocatori di Washington che hanno come agente il discusso Boras. Tra questi Max Scherzer, Stephen Strasburg e Bryce Harper.

I Nats continuano a lavorare sui position players, mentre diventa sempre più misteriosa la situazione del closer. Dopo che un altro tentativo di trade per David Robertson è saltato qualche settimana fa, pare sempre più probabile che la franchigia capitolina conterà sui vari Shawn Kelley, Blake Treinen e Koda Glover per svolgere il delicato ruolo di closer.

 

Fonte foto copertina: sportige.com

Fonte foto nell'articolo: nj.com

Una delle ultime storie di mercato è volta al termine ieri con l’annuncio dell’acquisto di Travis Wood da parte dei Kansas City Royals. Il mancino, campione del mondo con i Cubs nell’anno passato, firmerà un contratto biennale da 12 milioni di dollari che lo legherà a KC fino al 2019. L'affare è stato riportato in prima battuta da Jerry Crasnick di ESPN.com.

L’ex prodotto dei Reds ha trascorso le sue ultime cinque annate con i Cubbies, chiudendo con un’ERA complessiva di 2.95. Va detto che il 30enne ha iniziato la sua carriera come partente ed alla fine del 2015 è stato trasferito nel bullpen. Questo aspetto va considerato, perché alcune squadre avrebbero offerto un posto nella rotazione a Wood pur di acquistarlo in questa off-season.

Travis Wood è dotato di una fastball di circa 90 miglia all’ora ed ha mostrato qualche difficoltà di controllo nel corso della sua carriera (24 basi su ball concesse nel 2016 da rilievo, ma ben 76 nel 2014). Tuttavia, ha dimostrato di essere uno dei lanciatori più forti a generare innocui pop up tra gli interni.

Anche i Royals analizzeranno la situazione durante Spring Training, ma potranno permettersi anche di usare Wood dal bullpen, visto che nella lista dei papabili partenti della squadra vincitrice della World Series 2015 sono già presenti Danny Duffy, Ian Kennedy, Jason Vargas, Jason Hammel, Chris Young e Nathan Karns. Gli ultimi due e Wood competeranno probabilmente per l’ultimo posto rimasto. Ricordiamo che ai Royals è venuto a mancare tragicamente Yordano Ventura durante quest’inverno, il quale avrebbe dovuto essere il pezzo da novanta del quintetto assieme a Duffy.

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Un dato curioso da sottolineare è l’improvvisa migrazione di giocatori dei Cubs a Kansas City. In questo inverno, infatti, si sono già accasati nella località del Missouri l’esterno Jorge Soler (in una trade per Wade Davis) e Jason Hammel, che ha firmato un biennale una settimana fa.

Non va dimenticato che l’anno scorso Wood è stato anche protagonista di una giocata spettacolare come esterno sinistro e di un fuoricampo nella NLDS 2016. Sono due episodi in sé non vincolanti, ma che lo rendono un giocatore capace di adattarsi a diverse situazioni.

Questi movimenti di mercato effettuati dall’entourage guidato dal GM Dayton Moore dovrebbero essere un’indicazione chiara che i Royals proveranno a lottare per i playoff anche nel 2017, ma se a metà stagione tale obiettivo fosse lontano, non ci sarebbe da sorprendersi se alcuni pezzi appena acquistati ed altri giocatori come Lorenzo Cain, Eric Hosmer e Mike Moustakas fossero ceduti. Insomma, i Royals sono ormai al bivio e si stanno attrezzando il più possibile per prepararsi a quello che accadrà nei prossimi cinque mesi.

 

Fonte foto copertina: fansided.com, Travis Wood in azione con la casacca dei Cubs

Fonte foto nell'articolo: fansided.com, Travis Wood esulta per il fuoricampo durante la NLDS 2016

Brandon Phillips via dai Reds dopo 11 anni. Scambiato con i Braves. Foto cbssports.com

Mercato

images 1Dopo undici stagioni assieme, giunge a conclusione la storia d’amore tra Brandon Phillips e i Cincinnati Reds. Acquistato dai cugini Indians nell’aprile del 2006, Phillips è sceso in campo per i Reds per 1614 volte e per 6899 apparizioni al piatto complessive, diventando in poco tempo non solo uno dei beniamini per una cospicua parte del fandom di Cincinnati, ma anche uno dei giocatori più produttivi del team della Queen City. Durante i suoi trascorsi da Reds, infatti, Phillips si è assicurato 4 gold glove awards e 3 convocazioni all’All-Star game per le stagioni 2010, 2011 e 2013 e partecipato a 9 incontri di postseason.

Nonostante sia attualmente in una fase di declino, il 35enne ha concluso la stagione 2016 battendo .291/.320/.416 con 11 fuoricampo, 64 rbi e 14 basi rubate su 22 tentativi.

Ad acquistarlo sono stati gli Atlanta Braves che pronti a tornare a competere ad alti livelli nel nuovo stadio, necessitavano di un seconda base a causa del terribile quanto inaspettato infortunio capitato a Sean Rodriguez (acquistato a novembre) lo scorso 28 gennaio.

Mentre in macchina con moglie e due figli, l’ex Pirates è stato speronato da un malvivente in corsa ad una auto della polizia rubata. Dalla scena che sembrava essere uscita dalla fortunata serie di videogiochi “Grand Theft Auto”, Rodriguez è uscito con un considerevole danno alla spalla che necessiterà di un intervento chirurgico i cui tempi di recupero sono fissati tra i 3 ed i 5 mesi.

I Cincinnati Reds non otterranno molto come contropartita (anzi, pagheranno la maggior parte dei 14 milioni previsti nell’ultimo anno di contratto del giocatore) ma potranno in questo modo dare più spazio finalmente al prospetto ex Mets Dilson Herrera, acquistato alla trade deadline scorsa in cambio di Jay Bruce.